Anna Anselmi

- da Libertà del 12 giugno 2017 - articolo di– “Terdich, la trasparenza che confonde forme e contorni”.

“Transaparency”: il tema della luce nella personale dell’artista piacentino da Biffi Arte.

Piacenza. “La trasparenza del vetro e dell’acqua è protagonista delle opere di Paolo Terdich, esposte nella personale “Transparency” visitabile fino al 18 giugno alla Galleria Biffi arte di via Chiapponi. Corpi colti a nuota-re fendendo superfici che, nel loro movimento, provocano il continuo (con)fondersi di forme e contorni, affrontando da una prospettiva particolare il tema della luce, in un la-voro basato sulla vivacità dei colori e una resa iperrealistica dei dettagli, si tratti delle mani o dei capelli che affiorano dal pelo dell’acqua, oppure del costume da bagno indossato da quelle che la curatrice Susanna Gualazzini evoca come “nereidi moderne estranee al nostro mondo di pesantezze. Il mondo di Terdich è anche - prosegue il critico - un mondo di creature solitarie, di corpi che sembrano generati dall’acqua, e all’acqua appartenere, in uno scambio di rifrazioni liquide”. La tecnica utilizzata è quasi esclusivamente la pittura a olio, con l’eccezione di qualche acrilico e acquerello, quest’ultimo praticato comunque in altre occasioni con un’attenzione speciale, tanto che Terdich è stato selezionato, unico italiano, tra i ventun maestri del volume “Watercolour - Paintings by contemporary artists”, edito a San Francisco da Chronicle books.. Del resto, i pigmenti legati dalla gomma arabica hanno co-me caratteristica essenziale proprio la leggerezza aerea e trasparente che sembra così  affascinare l’artista pia-centino, dalle ascendenze istriane. Terdich ha tenuto personali in Italia e all’estero, tra cui in Nigeria, all’ambasciata italiana di Abuja, e in Egitto, all’Istituto italiano di cultura a Il Cairo. Nel 2011 è stato tra i fon-datori del gruppo Eoykos, di matrice “metafisico-surrealista”, atmosfere che si ritrovano nelle nature morte, dove il discorso della luce viene declinato esplorando le valenze espressive di materiali diversi, dal-lo splendore riflettente dell’argento all’arcano chiarore dell’alabastro, fi-no alla brillantezza del vetro”.

Claudia Baldi

-     Recensione mostra “Ars Nostra – Drawing & Watercolour” - presso “Galleria l’Agostiniana, (Roma) – 24 settembre 2013.

“Nato a Piacenza, l’artista, di chiara vocazione internazionale, ha esposto in numerose mostre personali ed eventi internazionali, ricevendo prestigiosi riconoscimenti. Alcune sue opere sono esposte in permanenza in diverse gallerie e istituzioni italiane ed estere. I suoi lavori sono stati pubblicati su varie riviste e libri d’arte, fra cui si ricorda “Watercolor – Paintings by Contemporary Artists”, edito da Chronicle Books di San Francisco, in cui Terdich è l’unico italiano fra i 21 maestri dell’acquerello selezionati. Il Direttore d’orchestra Maestro Riccardo Muti possiede un suo ritratto realizzato dall’artista. Pittore figurativo, nei suoi lavori ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e dimostra una particolare abilità nel destreggiarsi con varie tecniche pittoriche. I suoi lavori abbracciano soggetti differenti, spaziando, con la confidenza di un artista maturo, dai ritratti alle figure, alla natura, alle nature morte.”.

Chiara Bernazzani

- da "La Cronaca" del 25 aprile 2006 - “Spadarina, quattro stili che dialogano”.

“…Questa volta sono in quattro, tutti piacentini… ciascuno ha da dire la sua… Terdich espone invece lavori che rivelano un notevole eclettismo tecnico: dal 1986 al 2006 questo piacentino che ha viaggiato e vissuto in Inghilterra, Egitto e Olanda spazia dal paesaggio ad oggetti riprodotti con intento iperrealistico, dal ritratto al nudo. I suoi acquerelli stupiscono per l’inedita densità del colore, mentre la predilezione per i gesti, i volti e lo studio di attitudini e realizzazioni emerge da matite, carboncini ed oli concentrati su ritratti psicologicamente indagatori…”.

Fabio Bianchi

-    Recensione mostra “Identità e Metamorfosi” - Movimento Eoykos presso la galleria “la Spadarina” (Piacenza) – 7 dicembre 2014.

“Mettersi in gioco oggi nel variegato e sulfureo mondo dell’’arte implica rischi e scommettere di questi tempi… ma nonostante tutto 5 pittori e 1 scultore sono i protagonisti di una grande avventura artistica e culturale. Lo scultore Mauro Braglia, i pittori Maurizio Brambilla (Milano), Paolo Golino (Siracusa), Luigi Petrin (Rosario Scrivano e Paolo Terdich (entrambi piacentini) hanno infatti formato un “super-gruppo) cioè “Eoykos – il gruppo dei 6”. Animati da straordinaria coerenza, sorretti da invidiabile forza d’animo, hanno una sola, inequivocabile, certezza: la convinzione dei propri mezzi, cioè di possedere un solido metodo: E hanno anche steso un “manifesto” nell’agosto del 2011, è un chiarissimo e lucidissimo “rappel a l’ordre”. Un tentativo finora riuscito di non lasciarsi condizionare dal sistema, ma di emanciparsi in funzione di un ideale etico compiutamente espresso nel “nuovo surrealismo raffigurato”…. La pittura di Paolo Terdich muove dall’Iperrealismo, ma cambiano i presupposti teorici e sociali del glorioso movimento. Gli americani postulavano sospensioni del giudizio, una critica al sistema a cui peraltro non partecipavano. Terdich propone invece solo pittura, perfezione tecnica ed estetica unite ad un raro equilibrio visivo e compositivo. Il messaggio? La pittura è una scienza, sintesi e “coincidentia oppositorum”, realtà e sentimento, sogno e visione.”.

- da Libertà del 23 marzo 2013 - “Terdich in un libro americano”.

“Il pittore piacentino Paolo Terdich si è in questi anni dimostrato sempre più versatile, al punto che suoi acquerelli sono compresi in un importante volume americano, “Watercolor” (Edizioni Chronicle Books, San Francisco).

- da Libertà del 18 gennaio 2013 - “Opere di Terdich a un monastero di Lagos e da oggi il pittore in una collettiva a Genova”.

“Sempre più affermato in Italia ma anche all’estero, il pittore piacentino Paolo Terdich è caratterizzato da uno stile audacemente figurativo, a tratti iperrealista e sempre dalle forti cromie. Di recente ha donato due tele ad un monastero di Lagos (Nigeria): entrambe di formato medio-grande, ritraggono angeli dalle sembianze femminili. Un angelo , in atteggiamento quasi benedicente, è saldamente ancorato alla terra anzi vola su una distesa d’acqua quasi a simboleggiare una funzione di controllo sull’ambiente. Sullo sfondo dell’altra tela si intravede da lontano l’universo perché l’angelo, in un progressivo distacco dalla terrena contingenza, può diventare tramite con Dio. Entrambi sono resi nella classica iconografia cattolica derivata dall’angelologia patristica e scolastica con vistose ali e sul corpo un panno azzurro. Gli angeli assistono e proteggono la Chiesa e, pur essendo creature spirituali e incorporee, sono dotati di intelligenza e soprattutto di volontà propria. Terdich non scorda la dimensione cristologica nel senso che annunciano la venuta di Cristo, lo servono e ne sono fidati messaggeri sostenendo sempre un generale disegno di salvezza.

Destinatario delle donazioni è il monastero “Mater Ecclesiae” è una congregazione monastica di diritto diocesano costituita a Lagos nel 2004 e persegue una vita esclusivamente contemplativa.

Ricordiamo infine che da oggi al 30 gennaio Terdich sarà tra i protagonisti della collettiva di pittura Rifrazioni, ospitata dalla galleria “Immagini e Colore” Vico del Fieno 21R, 16123 Genova”.

- da Libertà del 8 gennaio 2012 - “Collezione di successi per il pittore Terdich: dopo Roma, esporrà a Torino dal 13 gennaio”.

“Il pittore piacentino Paolo Terdich in pochi anni ha saputo crearsi un invidiabile curriculum grazie ad una tecnica notevole ed uno stile raffinato, iperrealista nell’impostazione, ma ricco di umanità nei contenuti.

Apprezzato da critici e galleristi anche internazionali, Terdich ha negli ultimi mesi partecipato ad interessanti iniziative anche e soprattutto all’estero e nell’immediato futuro sta valutando allettanti proposte.

Selezionato in ottobre per la Triennale di Roma dopo aver partecipato alla collettiva alla galleria piacentina Rosso Tiziano, è stato finalista sia nel concorso di grafica “Showdown” tenutosi a Londra ed organizzato da The Saatchi Gallery sia nel concorso “Artaviva” e a dicembre è stato invitato ad un’importante collettiva tenutasi presso Casa Batlò a Barcellona.

In questi giorni è impegnato nell’ambiziosa collettiva Sacralità e Spiritualità che è stata allestita a Roma nella prestigiosa galleria La Pigna situata nello storico Palazzo del Vicariato, già Palazzo Maffei Marescotti, vicino al Pantheon. Dal 13 gennaio al 10 febbraio l’artista piacentino sarà tra i protagonisti della collettiva Realismo Radicale, che si terrà in una delle più importanti sedi espositive di Torino, la galleria Unique.

E proprio quest’ultima, nell’ambito della suddetta mostra, intende tra l’altro fondare e promuovere il “Team degli Artisti Contemporanei” (T.A.C.) per inserirvi almeno un iperrealista.

A questo proposito, l’artista ritiene infatti che siano maturi i tempi per riprendere e valorizzare l’Iperrealismo, corrente americana che ebbe tra fine anni ’60 e primi anni ’70 inaspettato risalto.

Non dimentichiamo che Terdich è stato compreso da Chronicle Books, editore americano di San Francisco in un paper-cutting art (libro d’arte) dedicato ai maggiori acquarellisti contemporanei.

- da Libertà del 3 maggio 2011– “Terdich all’Internazionale Italia Arte - A Torino in questo mese. Gli altri impegni dell’artista piacentino”.

"Piacenza – E’ ancora poco conosciuto a Piacenza, ma in Italia e all’estero le soddisfazioni al pittore Paolo Terdich non sono mancate e non mancano. Tutt’altro. Come dimostrano le varie iniziative che l’hanno coinvolto in questo periodo, grazie alla sua pittura elegante e raffinata, soprattutto ai suoi ritratti indagatori e romantici al contempo. Fra le tante, ricordiamo la partecipazione alle fiere d’arte di Forlì (25-27 marzo) e Carrara (9-17 aprile), mentre sue opere saranno esposte in una collettiva nella prestigiosa Galleria Ros’Art, a Roses, Costa Brava, vicino alla residenza di Salvador Dalì. Terdich è stato inoltre selezionato – su un vasto numero di partecipanti – per un’altra interessante manifestazione, l’Internazionale Italia Arte 2011, in programma a Torino a maggio, in abbinamento con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E’ stato compreso anche nella rassegna internazionale EmozionARTI, allestita nella Galleria Civico69 dal 22 al 28 maggio a Firenze, organizzata dall’associazione “Artists in the World”. Anche i suoi autoritratti hanno avuto successo, tanto da essere inseriti in Power of Self, che, partita dall’americana “Artists Wanted”, intende rivalutare quel genere. Neppure le riviste hanno trascurato il suo operato: Terdich è infatti comparso su “Artantis.info”, “Sguardo Critico” rubrica della bimestrale “Effetto Arte” e in quest’ultima diretta da Paolo Levi, nonché nel volume I Grandi Maestri, sempre privilegiando gli incisivi ritratti spesso eseguiti a matita o carboncino e sempre esprimenti grande umanità”.

- da Libertà del 22 agosto 2010 - “Il pittore piacentino Terdich protagonista di “Art in Mind”.

"Piacenza – Mito della contro-cultura artistica degli anni ’60, Londra oggi è di nuovo imprescindibile riferimento nel dibattito artistico contemporaneo, al punto che qualsiasi motivato artista ambirebbe recarvisi. E il pittore piacentino Paolo Terdich è in questi giorni coprotagonista di Art in Mind, interessante collettiva organizzata da The Brick Lana Gallery, struttura espositiva affermata e conosciuta soprattutto per la vicinanza alla “Street Art. Dopo il successo ottenuto pochi mesi fa in Brasile, Terdich torna a respirare il clima cosmopolita, a confrontarsi con ambienti internazionali: espressamente invitato dal direttore di quella galleria, che lo aveva notato in un’altra manifestazione, il “Celeste Prize”. Terdich a Londra espone lavori tratti dalle ultime serie, Acqua in gran parte, ma anche Mani e Visi. L’impostazione delle opere è tradizionale, predomina il figurativo, ma troviamo anche penetranti indagini sul quotidiano, affondanti le radici in quell’Iperrealismo americano in parte trasmigrato in Italia. Ma di quel movimento Terdich recepisce solo la precisione del dettaglio, l’anima e la luce interiore dei ritratti e non le sottese problematiche esistenziali, segnatamente quella disperata duplicazione del reale in mancanza di solidi ideali. Nelle sue tele ritroviamo la centralità della figura, l’umiltà e la nobiltà della persona, la magnificenza dei colori che sempre creano particolari atmosfere, un feeling intenso e particolare con l’osservatore".

- da Libertà del 17 settembre 2009 - “Terdich, sensazioni di movimento e libertà. Allo Spazio Rosso Tiziano la mostra personale dell' artista piacentino”.

“La pittura piacentina si è negli ultimi anni notevolmente evoluta grazie a movimenti di rilievo nazionale ma anche a singoli artisti come Paolo Terdich che ha, in pochi anni, elaborato uno stile particolare. E nella personale Trasparenti emozioni, fino al 26 settembre alla galleria Spazio Rosso Tiziano, Terdich espone l'ultima produzione, numerose opere - soprattutto oli su tela ma anche acrilici, acquerelli e matite - a dimostrazione dell'eccellente livello raggiunto. Nato a Piacenza (1960), autodidatta, esordisce tardi ma in breve recupera ottenendo anche all'estero prestigiosi rico­noscimenti. L'esordio è legato all'Iperrealismo che ebbe, in Italia, alterne fortune ma Terdich riprende solo la precisione esecutiva non il drammatico vuoto interiore che attanagliava soprattutto gli artisti americani di quell'area. Vibrando nel pittore piacentino diverse anime, emerge una varietà di soggetti, non solo una lacerata realtà o la freddezza di oggetti svuotati di significato dalla sempre più commerciale Pop Art. Ritratti e particolari anatomici già da anni ci dicono - qui confermandolo autorevolmente - come Terdich colga sfumature e sentimenti ben oltre la nitidezza del Photorealism. Va oltre affrontando temi ostici come la serie Acqua che qui propone in una ventina di tavole di medio e grande formato: al centro c'è sempre un uomo immerso in un liquido blu screziato in mille rivoli, dal colore più o meno intenso, dall'azzurro pervinca al blu cobalto. E' un punto d'arrivo importante, molto importante, nella sua poetica: sparita la fedeltà al modello, tutto diviene più fluido e immaginifico. Questi atipici nuotatori sono soggetti nuovi, inediti e, per dinamismo compositivo e vivacità cromatica, comunicano infinite sensazioni di movimento e libertà. Terdich medita ora su percezione, dimensione temporale rifiutando l'ambiguità iconografica ma puntando solo su densi risvolti umani, su concentrazione di sguardi ed atteggiamenti come nelle serie Mani e Visi. I sentimenti affiorano, le emozioni divengono dunque "trasparenti" nell’universo visivo di Terdich che si muove ora con maggior sicurezza, rifiuta l'implacabile perfezione formale privilegiando, in linea con la grande tradizione storica e figurativa italiana, la sfera interiore”.

- da "Libertà" del 4 gennaio 2009 - “Al pittore piacentino Paolo Terdich i prestigiosi premi Arte e Celeste 2008”.

“Il pittore piacentino Paolo Terdich con discrezione ed infinita volontà sta scalando le difficili, in alcuni casi irraggiungibili, vette della pittura italiana. Dopo i successi ottenuti in concorsi ed esposizioni locali ha di recente ottenuto prestigiosi riconoscimenti in importanti iniziative internazionali come il Premio Arte 2008 organizzato dall'editoriale Mondadori attraverso il mensile Arte o l'altrettanto prestigioso Premio Celeste 2008. Nel primo è stato incluso tra i 50 semifinalisti della categoria Pittura ottenendo il meritatissimo Diploma di merito, esponendo al Palazzo della Permanente di Milano e pubblicando sulla rivista Arte l'opera presentata, Acqua, raffigurante un uomo che nuota in un liquido denso scheggiato di azzurro e blu, metafora della difficile condizione umana, delle problematiche quotidiane, della vita che ci avvinghia in un indissolubile abbraccio. Nel secondo, curato dall'associazione culturale Albero celeste di Siena, sempre nella sezione Pittura per poco non è stato inserito nei 25 finalisti (29° su 100 selezionati fra oltre 600 pittori). Perché tale successo? Terdich è artista raffinato, fino a pochi anni fa inimitabile nel disegno a matita, poi sempre più orientato verso dipinti iperrealisti in olio ed acrilico su tela dove ha sempre cercato, presupponendo un percorso dell'anima ed attraverso immagini di estremo nitore, non solo l'apparenza ma anche l'interiorità”.

- da "Libertà" del 30 luglio 2008 - “Arte piacentina - Tele iperrealiste di Paolo Terdich premiate a Roma in due concorsi”

“Paolo Terdich è un pittore piacentino poco conosciuto dal grande pubblico ma bravissimo. E i riconoscimenti, ormai doverosi ed irrimandabili, non gli sono negli ultimi tempi mancati per tele iperrealiste di squisita fattura. Dapprima infatti è risultato fra i primi dieci in due interessanti manifestazioni di rilevanza europea promosse dal C.I.A.C. (Centro internazionale artisti contemporanei) e svoltesi entrambe a Roma, Palazzo Brancaccio: la XX edizione del Premio Primavera, concorso di poesia, prosa, arte e spettacolo e la VII Biennale di arte moderna Roma 2008 - Ars Tertium Millennium. Quest'ultima in due anni ha selezionato 130 artisti non solo italiani ed i primi dieci a dicembre potranno esporre al Museo d'arte moderna di San Paolo, Brasile. Pochi giorni fa poi a Firenze, nell'ambito della prima edizione di Eredi del Rinascimento, ha ricevuto un importante attestato per l'opera Acqua (uomo che nuota fra onde spezzettate e luccicanti) ma anche il titolo onorifico di "Cavaliere dell'arte". Terdich in questi anni ha coraggiosamente ripreso l'Iperrealismo, movimento che furoreggiò soprattutto in America fra '60 e '70 esaltando obiettività fotografica, e nitore stilistico. Le sue composizioni trasmettono tuttavia umanità, non provocano inquietudine e disagio come i gloriosi esempi americani anzi stimolano la visione, sono retaggio tardo-impressionista. L'Iperrealismo con Terdich è diventato non provocazione o freddezza iconografica ma esito estremo, probabilmente non definitivo, della percezione e della rappresentatività occidentale”.

- da "Libertà" del 29 gennaio 2008 - “Premiati per le emozioni e le magie del Natale”.

 “Conclusione ufficiale della IX edizione – consecutiva e sempre più seguita – del concorso di pittura, scultura e grafica Emozioni e magie del Natale organizzato dall’Atelier Braceschi. E si vede: partecipazione numerosa, entusiasmo, passione, creatività, opere sempre più raffinate selezionata dalla qualificata giuria… Il concorso ribadisce la centralità di una galleria ben inserita in importanti circuiti nazionali… Da segnalare il primo premio assoluto nella pittura del piacentino Paolo Terdich con Acqua, nuotatore che emerge, taglio insolito, fluido blu sfaccettato, magica levità…”.

- da "Libertà" del 4 novembre 2007 - “La pop-art di Terdich - Alla Galleria d’Arte Sant’Ilario”.

“...Paolo Terdich in pochi anni ha raggiunto eccellenti livelli non solo grafici. E la personale “Emozioni” dimostra come l’iperrealismo sia oggi non solo datato movimento ma vitalissima tendenza pittorica, forse l’unica declinazione artistica vicina alla tradizione, ideale continuazione della pittura accademica. Le raffinatissime opere dell’artista Paolo Terdich rilanciano un genere che furoreggiò soprattutto in America tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, un genere che oggi in Italia è scarsamente praticato. Paolo Terdich punta non solo ad un’astratta perfezione formale ma anche ad una squisita, amabilissima, fattura che per armonia cromatica e delicatezza di tocco supera la freddezza fotografica, oltrepassa la dimensione puramente visiva per sconfinare nell’ineffabile campo delle emozioni. Come Domenico Gnoli (nato nel 1933 e morto nel 1970), il più grande iperrealista italiano, Paolo Terdich nobilita il quotidiano con opere che evitano l’autocompiacimento soprattutto degli artisti americani e l’eccentricità della Pop-art per giungere ad una silenziosa, a tratti impersonale, Metafisica dove, impalpabile, si sente il respiro del grande pittore Giorgio Morandi. Emozioni intese come quintessenza della mimesi, ma anche realismo lenticolare elevato a codice espressivo, non stile ma valore...”.

- da "Libertà" del 2 novembre 2007 - “Terdich Premiato a Roma” .

“...Il pittore piacentino Paolo Terdich è stato premiato a Roma nell’ambito della prestigiosa rassegna nazionale d’arte – Arte d’autunno - per comprovati meriti artistici. La cerimonia di premiazione è avvenuta nella sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza di numerose autorità. La segnalazione è stata effettuata dal CIAC (Centro Internazionale Artisti Contemporanei)...”.

- da "Libertà" del 19 aprile 2006 - “Artisti piacentini alla Spadarina”.

“…Paolo Terdich riconferma le sue qualità: raffinatezza stilistica, assoluta precisione calligrafica, esasperata cura dei dettagli. I ritratti a matita sono insuperabili per umanità (Son), sentimento (Mel) e tensione espressiva (Music). Bellissimi alcuni acquerelli, quintessenza della sua delicata poetica come la secolare quercia di Never Broken o il denso e compatto Stagno, ma interessanti anche alcune opere iperrealistiche (Relax). Quattro nuove proposte, quattro artisti capaci, dunque, quattro potenziali protagonisti sulla scena forse non solo piacentina…”.

Silvia Bonomini

- da "La Cronaca del 12 ottobre 2008" - “Le forme e i colori dell'anima, tre artisti interpretano le emozioni”.

 “Sono i vincitori della nona edizione del concorso “Emozioni e magie del Natale” ad esporre all’Atelier d’Arte di via Calzolai. “Le forme e i colori dell'anima” è il titolo scelto da Roberta Braceschi per questa collettiva di tre artisti dove ogni opera diventa un contenitore di emozioni ed esperienze vissute. La ricerca di Paolo Terdich si sviluppa in una dimensione poetica e costruisce l spazio dove poter inserire colori tenui e delicati in grado di creare un’atmosfera surreale capace di stimolare l’immaginazione. I suoi ritratti assorbono la variabilità di ombre, penombre e luci e sottolineano una composizione di grande qualità e impatto decorativo. “Rimpianto” o “Attesa” riprendono l’umanità delle persone grazie ad un’analisi psicologica che viene evidenziata nel difficile accordo tra luce, forma e colore. L’espressione complessiva del lavoro infonde un senso di serenità e positività: i personaggi delle tele sono plasmati con l’intento di concretizzare un sogno visivo e mentale per sognare di essere più felici…Tre protagonisti per una mostra che ci riconduce all’arte intesa come frutto di suggestioni ed emozioni.”.

Patrick Caputo

-        Recensione mostra “Realismo Radicale” presso Galleria “Unique”– Torino (gennaio 2012).

“Paolo Terdich ha scelto un orientamento del suo linguaggio nel quale troviamo alcuni elementi caratteristici della natura morta. Le sue opere sono quindi il risultato di un lavoro che non si concentra esclusivamente sul soggetto, ma anche sul contesto. L’impianto lineare riesce sempre a donare all’insieme una notevole libertà strutturale, che consente così al pittore di operare in ambiti che acquistano una loro identità grazie alle sinergie instaurate tra lo spazio e i soggetti”.

Giovanni Chiara

- Catalogo 2009 “Avanguardie Artistiche” edito dal Centro Diffusione Arte - (Edizioni e Recensioni Artistiche).

“…Guardando le opere di Terdich, siano esse policrome o in bianco e nero, si capisce a quali livelli possa arrivare la rappresentazione del reale, e quali implicazioni possano essere contenute in un risultato finale che una catalogazione sommaria potrebbe definire iper-realista. Terdich "ha la mano", e che mano; ma non solo. Le sue capacità tecniche sono notevoli, e vengono associate a pulsioni espressive fra le più varie, tutte comunque nell'ambito di una raffigurazione limpida che richiama la definizione e il micro-contrasto degli obiettivi fotografici. Va detto che non si tratta di doti esclusive: chi pratica il mondo artistico ha incontrato moltitudini di iper-realisti iper-tecnici. Terdich, però, si distingue per una componente che porta oltre la sia pure sapiente riproduzione del reale, cioè l'inquietudine espressiva. E' un'inquietudine che non traspare dalle cristalline nature morte, o dai pure strabilianti ritratti, o dai coloratissimi paesaggi.  La serie di opere dalla quale emerge l'inquietudine intellettuale e la creatività di un autore che ha troppo talento per restare schiavo della propria tecnica è quella degli "acquatici", dipinti dal gusto modernissimo e dalla realizzazione complessa, "americani" se appena fossero di quelle generose dimensioni che usano gli artisti d'oltre oceano, con i soggetti che frantumano il cristallo dell'acqua in riflessi scomposti che scompongono i corpi che li hanno generati. Opere vive, e ciò con buona pace di chi oggi spocchiosamente si fa un punto d'onore nel guardare con sufficienza gli artisti figurativi, e con diffidenza gli iper-realisti. Può essere questa la sintesi di un pittore che ha davanti a sé possibilità di grande rilievo, e probabilmente anche il puntiglio di metterle al servizio del proprio desiderio di esprimersi…”.

Recensione - giugno 2008.

"L'opera figurativa è destinata a parlare da sé. Al contrario di ciò che deriva dall'informale, che deve essere motivato e declinato perché se ne possa comprendere l'essenza, non ha bisogno di mediazione. L'autore potrà spiegare quale tecnica ha usato (ma anche questo può essere facilmente rilevabile) o, al limite, confessare quale motivo lo abbia spinto a rappresentare una certa cosa anziché un'altra. Il resto, se ci sarà, spetterà a critici, promotori culturali e saggisti, certo utile, ma non necessario per la comprensione di ciò che si sta guardando. Tuttavia il figurativo si offre a interpretazioni molteplici, sia a causa della sensibilità individuale degli autori, sia per le loro effettive abilità tecniche.

Guardando le opere di Terdich, siano esse policrome o in bianco e nero, si capisce a quali livelli possa arrivare la rappresentazione del reale, e quali implicazioni possano essere contenute in un risultato finale che una catalogazione sommaria potrebbe definire iper-realista.

Terdich "ha la mano", e che mano; ma non solo. Le sue capacità tecniche sono notevoli, e vengono associate a pulsioni espressive fra le più varie, tutte comunque nell'ambito di una raffigurazione limpida che richiama la definizione e il micro-contrasto degli obiettivi fotografici. Va detto che non si tratta di doti esclusive: chi pratica il mondo artistico ha incontrato moltitudini di iper-realisti iper-tecnici. Terdich, però, si distingue per una componente che porta oltre la sia pure sapiente riproduzione del reale, cioè l'inquietudine espressiva.

E' un'inquietudine che non traspare dalle cristalline nature morte, o dai pure strabilianti ritratti, o dai coloratissimi paesaggi. L'inquietudine intellettuale di Terdich irrompe da due serie di opere differenti, eppure in fondo complementari.

La prima è quella che comprende ciò che da sempre è stato il più aspro campo di battaglia degli artisti figurativi, cioè la riproduzione della mano. Per banale che possa sembrare, per i pittori di tutte le epoche la mano ha costituito l'oggetto più arduo da raffigurare. Occorre farci caso: in opere caratterizzate da visi perfetti e corpi o abiti dalla nitidezza assoluta, le mani, appartengano a un dipinto rinascimentale o a un ritratto ottocentesco, appaiono spesso sfumate, avvolte in una sorta di nebbia figlia dei limiti della tecnica.

Le mani disegnate da Terdich sono invece eccezionali. Parlano. Raccontano. Vivono vita autonoma, e sembrano essere raffigurazioni dell' anima.

La seconda serie di opere dalla quale emerge la creatività di un autore che ha troppo talento per restare schiavo della propria tecnica è quella degli "acquatici", dipinti dal gusto modernissimo e dalla realizzazione complessa, "americani" se appena fossero di quelle generose dimensioni che usano gli artisti d'oltre oceano, con i soggetti che frantumano il cristallo dell'acqua in riflessi scomposti che scompongono i corpi che li hanno generati. Opere vive, e ciò con buona pace di chi oggi spocchiosamente si fa un punto d'onore nel guardare con sufficienza gli artisti figurativi, e con diffidenza gli iper-realisti.

Può essere questa la sintesi di un pittore che ha davanti a sé possibilità di grande rilievo, e probabilmente anche il puntiglio di metterle al servizio del proprio desiderio di esprimersi".        

Marco Costantini

-   da La Stampa del 28 aprile 2013 - "Identità e metamorfosi" in mostra a Villa Cambiaso (Savona).

“Identità e metamorfosi» è il titolo della mostra di pittura e scultura, che in questi giorni è possibile ammirare nella storica Villa Cambiaso in via Torino, 10 a Savona. Gli artisti che espongono sono, in ordine alfabetico: Mauro Braglia, Maurizio Brambilla, Paolo Golino, Luigi Pretin, Rosario Scrivano e Paolo Terdich, i componenti del manifesto «Il Gruppo dei 6». Nato ufficialmente il 9 agosto 2011 a Piacenza, il manifesto vuole creare nella mente e nello spirito, semplici e immediati pensieri, come: «Che cosa c'è al di là della semplicità? L'Arte. E al di là dell'Arte? La Verità o le Verità nascoste». E ancora: «Combatti senza essere guerriero» e applicando questa massima alla pittura: «Dipingi senza essere pittore», perchè se non credi in Dio, credi nella Natura. Se non credi nella Natura, credi nell'Universo, e se non credi nell'Universo credi almeno in Te stesso. Forse un giorno scoprirai Dio. I principali artefici del manifesto del gruppo dei 6, ritengono di dovere usare qualsiasi mezzo, compresa la grande rete, per diffondere e divulgare le proprie idee allo scopo di coinvolgere nell'impresa sempre nuovi simpatizzanti, al di là del loro grado di preparazione scolastica e di estrazione sociale ed economica. La mostra d'arte nei locali di Villa Cambiaso, presentata da Alfredo Pasolino lo scorso sabato 18 si concluderà il2 giugno. Notevole l'affluenza di pubblico che a tutt'oggi ha visitato la mostra, richiamato Uno dei quadri di Preti n esposti a Villa Cambiaso dalla bravura e dalla notorietà degli artisti. Braglia, Brambilla, Golino, Pretin, Scrivano e Terdich, non sono fondatori  del manifesto del gruppo dei 6 per caso, il loro impegno artistico infatti è rivolto verso tutti, senza distinzione di provenienza sociale, economica e scolastica”.      

Leslie Dutcher e Sujean Rim

- dal libro “Water Color – Paintings by contemporary Artists”, edito da Chronicle Books di San Francisco (USA) – (Novembre 2012).

“Paolo Terdich’s art is both realistic and mysterious. His painted human figures convey intimacy and psychology. Of his recent figurative works, Terdich says, “I try to exalt the light and its contrast with shadows through my fascination with form and attention to detail, texture, and atmosphere. My intention is to pick out the psychology of the character and suffuse them with sensuality. My figures are never portrayed with other individuals, to emphasize the loneliness of the contemporary human being”. On his paper and canvas supports, he wishes to capture “moments of lived life, analyzing existential problems, and trying to lead the observer to reflect”.

“Another animal, a bleating deer, commands attention in one of Paolo Terdich’s watercolor compositions. This image, among others of the artist’s lush and colorful works, demonstrates a layering effect that can be achieved in watercolor to reproduce highly realistic works. A series of Terdich’s works, Waters, comprises paintings of swimmers, in light-splattered water, made in oil, acrylic, and watercolor, effectively showing how the three media can provide similar representation”.

“Born in Piacenza, Italy. Paolo Terdich has traveled widely and lived in various Countries, including the United Kingdom, the Netherlands, Egypt, and Nigeria. His paintings, influenced by these travels, span many genres, including figurative, portraiture, landscape, and still live. His most recent series, Water,  integrates complex compositions with figurative subjects. His work is held in many institutions and galleries, and he has exhibited throughout the World. For more of his art work, visit www.paoloterdich.it”.

Guido Folco

- dal Catalogo dell’Internazionale Italia Arte 2011 –- maggio 2011.

“Grande padronanza della tecnica, unione perfetta di olio e acrilico per creare un’opera in continuo divenire, dinamica, fluttuante tra le onde dell’acqua. L’elemento fluido e cangiante, sotto la luce del sole, assume le tonalità più diverse e profonde degli azzurri, lasciando intravedere, con perizia eccezionale, l’ombra del corpo del nuotatore. Altro che computer grafica: il mestiere dell’artista è sempre e principalmente sapiente utilizzo del colore e della materia pittorica".

Carlo Francou

- da "Opera Prima - Biennale d'Arte Internazionale di Roma (Sale del Bramante) - Arte del Terzo Millennio" - VI Edizione.  2006

“Terdich manifesta un profondo interesse per l’arte ed in particolare per il disegno e la pittura che interpreta con il ritratto iperrealista. In seguito approfondisce lo studio del colore, attraverso la sperimentazione di tecniche e stili differenti, sviluppando una personale e sicura impronta, che lo porta  a destreggiarsi sia nei ritratti che negli eterei paesaggi all’acquerello. Sfruttando la decisa monocromia della grafite, egli riesce a cogliere la psicologia di una pletora di personaggi e figure femminili di una sensualità diffusa. Con la grafite sa realizzare quei ritratti e quelle figure mobili, che, nonostante l’assenza di colore, hanno una propria vivacità espressiva. Numerosi gli acquerelli, in cui ha voluto fermare degli appunti di viaggio con paesaggi di rare atmosfere, che ha ripreso con una luminosità evanescente che ne mette ancor più in risalto il fascino”. “La produzione tende a documentare, attraverso tecniche e soggetti distinti, le varie tappe dell’itinerario artistico di Terdich”.  

- da Libertà del 17 settembre 2009 - “L'acqua si trasforma in un territorio di luce e di riflessioni”

La superficie dell'acqua e i suoi riflessi che generano un confondersi di forme appena accennate. Le trasparenze di Paolo Terdich sembrano voler esplorare le possibilità della percezione del reale attraverso uno stato fisico che tende a provocare deformazioni, increspature, frammentazioni. Il campo del visibile diventa così lo spazio della visione e del colore. L'acqua, simbolo della vita, della purificazione e del vigore si trasforma in un territorio di luce e di riflessioni. La prima constatazione è che quelle trasparenze trasformano il nuoto in una sorta di danza che a volte sembra spingere quei corpi verso il fondo, in altri casi li solleva come se fossero in volo. Poi il gesto di una bracciata vigorosa, l' esplosione delle particelle al contatto del corpo fermato nell'attimo del tuffo o di una vigorosa bracciata e quell’acqua raccolta tra le mani, quasi un simbolo dell'esistenza che scorre implacabile tra le dita e le pieghe della vita. Infine la trama compositiva, con il breve accenno delle accese cromie di un costume nella metamorfosi continua delle tessere d'acqua che accendono la composizione facendo vibrare l'intera gamma tonale del blu e dell'azzurro. Ancora trasparenze che, poco a poco, portano a scoprire cosa sia celato sotto quel graticcio liquido che tutto copre, preservando l'attimo di intense e autobiografiche emozioni.    

- da "Libertà" del 21 marzo 2006 - “Roma, piacentini alla Biennale nelle sale del Bramante”.

“…Infine i ritratti di Paolo Terdich, che approfondisce lo studio del colore e della luce con composizioni in cui alla ricerca estetica si aggiunge una cosciente e profonda attenzione ai risvolti psicologici della figura umana, ripresa con sapiente equilibrio e delicata figurazione...”.

- da "Libertà" del 10 marzo 2002 - “Le inquietudini di Paolo Terdich” .

“...Trasferta toscana per Paolo Terdich, presente in due rassegne successive nel Centro Esposizioni di Pisa/Arte. La prima è una personale dal titolo “Inquietudini” (fino al 25 febbraio). La seconda (a partire da fine febbraio) farà parte delle manifestazioni riunite sotto l’unico titolo di “Millennium Artist 2002". L’esposizione tende a documentare, attraverso tecniche e soggetti distinti, le varie tappe dell’itinerario artistico di Terdich… Sono così presenti realizzazioni a grafite (ritratti e nudi), acquerelli e acrilici (ritratti, figure e paesaggi) e alcuni oli. Nel complesso predominano le figure, ritratte sole, ognuna racchiusa in sé e come confinata nello spazio, il cui sfondo è spesso essenziale, fatto di semplice colore. I personaggi, enigmatici, vengono colti spesso in atteggiamento di riflessione e trasmettono sovente un senso di irrequietezza, da cui traspare un tormento interiore. Tra le varie opere esposte spiccano “Lost Track”, un olio su tela raffigurante un bosco in un’atmosfera surreale ed evocativa ed una figura femminile (“Right here, right now”) realizzata ad acquerello e acrilico su cartoncino che rispecchia una sorta di inquietudine e un senso di solitudine accentuato dalle scelte coloristiche. Il titolo è un omaggio a Cassandra Wilson dal suo “Travelling Miles”. Atmosfere differenti, come nel caso di “Relax”, un altro olio che rappresenta una situazione rilassata e di apparente quiete pur nella scelta di accesi tonalismi e giochi chiaroscurali. Tre esempi che riflettono differenti stati d’animo, resi da Terdich con diverse tecniche, disposizioni di volumi, geometrie, colori e tratti...”.

- da "Libertà" del 25 giugno 2000 - “Ritratti in terra d’Africa, appunti di viaggio di un geologo pittore”.

“...Paolo Terdich nei giorni scorsi ha inaugurato al Cairo, presso l’Istituto Italiano di Cultura, una mostra di pittura nella quale ha esposto numerosi lavori realizzati in questi anni con una personale e sicura impronta, che lo porta  a destreggiarsi sia nei ritratti che in eterei paesaggi all’acquerello. Fin dai tempi del liceo infatti Terdich ha mostrato un profondo interesse per l’arte ed in particolare per il disegno e la pittura; un’attività che ha poi intrapreso e affinato grazie all’amicizia con alcuni pittori piacentini.  In seguito durante i viaggi all’estero e la sua permanenza al Cairo, ha sentito fortemente il desiderio di approfondire lo studio del colore, attraverso la sperimentazione di diverse tecniche, dall’acquerello alla tempera e all’olio… Quest’anno il professionista piacentino approda con una rassegna personale all’Istituto Italiano di Cultura della capitale egiziana patrocinata dalla nostra Ambasciata. Nelle sale di El Sheick El Marsali si susseguono ritratti in cui, sfruttando la decisa monocromia del disegno, Terdich riesce a cogliere la psicologia di una pletora di personaggi e figure femminili di una sensualità soffusa. Numerosi anche gli acquerelli, in cui ha voluto fermare degli “appunti di viaggio” in terre d’Africa e d’Oriente, tra danzatrici del ventre e paesaggi di rare atmosfere, come quello del leggendario tempio voluto dalla regina Hatshepsut, nei pressi di Luxor. Salita al trono contro il volere della potente casta dei sacerdoti, ci ha lasciato il grande tempio di Doiz El-Bahri in una sorta di anfiteatro naturale fra le montagne nei pressi della Valle dei Re, che Terdich ha ripreso con una luminosità evanescente, che ne mette ancor più in risalto il fascino e le atmosfere. Dipingere con gli acquerelli trasparenti rappresenta l’immediatezza espressiva e, attraverso le velature dei colori puri, Terdich giunge all’equilibrio dei valori tonali, fra zone in ombra e altre illuminate. Con la grafite invece sa realizzare quei ritratti e quelle figure mobili, che, nonostante l’assenza di colore, hanno una propria vivacità espressiva...".

Elena Gavazzi

- da "Opera Prima - Biennale d'Arte Internazionale di Roma (Sale del Bramante) - Ars Tertium Millennium" - VII Edizione.  2008

"Paolo Terdich non smentisce il suo interesse per la figurazione e compone opere realistiche in cui è possibile osservare una suggestione lirica che coinvolge lo spettatore. Pittore versatile è in grado di portare alla luce tutte le problematiche dell’individuo attraverso una attenta indagine psicologica del soggetto. Le sue figure sono sempre ritratte nella loro solitudine rassegnata, forse incapaci di reagire al loro triste destino. Ciò che colpisce maggiormente in questi ritratti sono gli occhi che esprimono i segreti più intimi. Gli oggetti quotidiani delle nature morte sono immersi nell’immobilità e sono elaborati attraverso una composizione equilibrata. L’impostazione di queste composizioni è semplice, essenziale e non esiste spazio per il particolare. In queste opere viene messa in evidenza la grandezza delle piccole cose. Questo tipo di composizioni sono irradiate dalla luminosità. Il linguaggio pittorico di Terdich valorizza un percorso espressivo denso di contenuti profondi ed è di immediata lettura. L’autore sa cogliere le emozioni più significative e sa ritrovare valori importanti ormai dimenticati e calpestati. Egli porta avanti un discorso coerente che dimostra una padronanza del colore e una notevole capacità disegnativa”.

- da "Corriere Padano” del 16 ottobre 2007" - “Le forme e i colori dell'anima - All'Atelier Braceschi, Paolo Terdich, Nadia Tognazzo e Giorgio Varani”.

“I protagonisti dell’esposizione collettiva intitolata ”Le forme e i colori dell’anima”, che è stata inaugurata proprio in questi giorni, sono i vincitori del tradizionale concorso “Emozioni e magie del Natale”, organizzato dall’Atelier d’Arte Roberta Braceschi. Lo scorso anno i vincitori dei primi premi di pittura, scultura e grafica sono risultati: Paolo Terdich, Nadia Tognazzo e Giorgio Varani. Le opere degli autori sopracitati sono presenti in questa manifestazione. La pittura figurativa di Terdich si concentra, ancora una volta, sul ritratto sia maschile che femminile. Terdich vuole addentrarsi nei segreti della personalità dei soggetti ma soprattutto desidera trasmettere al fruitore emozioni e sensazioni che nascono dagli sguardi delle sue modelle. Egli trasferisce sulla superficie della tela istanti di vita vissuta, coglie stati d’animo, analizza problematiche esistenziali e conduce chi osserva a riflettere. I suoi personaggi rivelano una notevole espressività e non sono mai raffigurati con altri individui forse per sottolineare la solitudine dell’uomo contemporaneo. Le opere di Terdich si distinguono per un forte realismo della figura umana. Questo pittore realizza anche dei paesaggi carichi di lirismo e idonei a suggerire magiche atmosfere. I panorami sono la visione di spazi infiniti e di luoghi incontaminati dove regna il silenzio. Gli accostamenti cromatici sprigionano l’energia delle tinte…”.

- da "Corriere Padano - Vivi Piacenza" del 5 novembre 2007 - “Paolo Terdich, un premio alla lirica quotidianità - Ritratti, paesaggi e nature morte...”.

“...Paolo Terdich non smentisce il suo interesse per la figurazione e compone opere realistiche in cui è possibile osservare una suggestione lirica che coinvolge lo spettatore. Pittore versatile affronta diversi temi come ad esempio la figura umana che viene realizzata con un disegno preciso e sicuro. I volti delle sue giovani donne hanno una espressione malinconica e pensierosa. Il pittore è in grado di portare alla luce tutte le problematiche dell’individuo attraverso una attenta indagine psicologica del soggetto. Le sue ragazze sono raffigurate durante un attimo di riposo, in un momento di meditazione, mentre leggono un libro, mentre nuotano nel mare aperto o sono in attesa di un appuntamento. Sono sempre ritratte nella loro solitudine rassegnata, forse incapaci di reagire al loro triste destino. Ciò che colpisce maggiormente in questi ritratti sono gli occhi che esprimono  i segreti più intimi. Le sue donne sono sempre giovani e le loro pose sono risolte con grazia e non sono mai volgari. La natura invece viene descritta mediante un suggestivo gioco di luci ed ombre. Nei paesaggi la presenza dell’uomo è assente ma si intuisce nel silenzio del creato. Queste vedute donano un senso di pace, serenità e rivelano una realtà incontaminata. Le caratteristiche fondamentali dei panorami sono: la ricerca della perfezione del tratto, la fusione dei chiaroscuri e la scrupolosa resa formale. Terdich porta sulla superficie della tela le emozioni che prova davanti alla bellezza di ciò che ci circonda. E’ chiaro il bisogno di raccontare lo spettacolo di boschi incantati, di laghi avvolti dalla nebbia, di tramonti infuocati, delle nuvole che vagano nell’immensità del cielo azzurro. Gli oggetti quotidiani delle nature morte sono immersi nell’immobilità e sono elaborati attraverso una composizione equilibrata. L’impostazione di queste composizioni è semplice, essenziale e non esiste spazio per il particolare. In queste opere viene messa in evidenza la grandezza delle piccole cose. Esse prendono in considerazione anche l’elemento floreale sottolineando la delicatezza e la poesia di un fiore che sboccia. Questo tipo di composizioni sono irradiate dalla luminosità. Il linguaggio pittorico di Terdich valorizza un percorso espressivo denso di contenuti profondi ed è di immediata lettura. L’autore sa cogliere le emozioni più significative e sa ritrovare valori importanti ormai dimenticati e calpestati. Egli porta avanti un discorso coerente che dimostra una padronanza del colore e una notevole capacità disegnativa. Terdich non si accontenta solo di dar vita ad oggetti inanimati ma racconta il mondo reale attraverso il suo animo sensibile manifestando una considerevole comunicativa. Egli mantiene un dialogo con l’ambiente e con il genere umano portando il fruitore a riflettere sulla quotidianità e sui rapporti con i propri simili.”.

 “Il 31 Ottobre il pittore piacentino Paolo Terdich ha ricevuto, dalla Direzione del CIAC (Centro Artisti Contemporanei) a Roma, il premio “Arte Autunno”, giunto alla sua diciannovesima edizione. La rassegna è stata patrocinata dal Comune di Roma e dal Sindaco Walter Veltroni e la premiazione si è svolta presso la sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza di un folto pubblico. Alla manifestazione sono intervenuti gli attori Antonella Salvucci e Giorgio Fiore, il quartetto vocale Rossini, la stilista Fabiana Tennina. Nel corso dell’evento sono stati resi noti i nomi degli artisti vincitori delle mostre di selezione alla VII Biennale d’Arte Internazionale di Roma; una selezione si è tenuta anche nella nostra città presso l’Atelier d’Arte Roberta Braceschi ed è stata vinta appunto da Paolo Terdich. Le opere di Terdich, avendo vinto questa manifestazione tenutasi anche a Piacenza, verranno successivamente esposte presso la galleria Italarte di Purificato a Roma e nella sala Paolina della residenza estiva del Papa a Castel Gandolfo. Alla fine di Gennaio nelle prestigiose sale del Bramante in Piazza del Popolo, Terdich concorrerà alla selezione dei dieci artisti che rappresenteranno, nel corso del 2008, l’Italia in una esposizione a San Paolo del Brasile... “.

Susanna Gualazzini

-        Recensione dal catalogo mostra “Transparency”, Galleria BiffiArte di Piacenza (maggio-giugno 2017).

“Trans-parere, tra-sparire”.

“Così, con un gesto devote, bere l’acqua nel cavo delle mani o direttamente alla sorgente, fa sì che penetri in noi il sale più segreto della terra e la pioggia del cielo. Marguerite Yourcenar”

“Non cercano l’aria, e creature di Paolo Terdich: Nereidi moderne etsranee al nostro mondo di pesantezze, fluttuano in acque solidali, come in una sospensione amniotica che dà loro tutta la vita di cui hanno bisogno. Ed è un mondo di creture solitarie, di corpi che sembrano generati dall’acqua, e all’acqua appartenere, in uno scambio di rifrazioni liquide.

Le acque di Terdich, pittore ampiamente esposto a esperienze artistiche di altri Paesi, convocano tante delle simbologie legate a questo prezioso elemento, i cui contenuti archetipici appartengono, grazie all’esperienza prenatale, alla struttura più profonda della nostra psiche. Ecco allora che negli sprofondamenti marini, in dialogo con il corpo umano o in poetica sospensione nella trasparenza del vetro, l’acqua è uno fra i temi più cari al pittore di ascendenza istriana, e soggetto di una ricognizione che la rende davvero territorio di visione. O di stupore poetico quando, nelle nature morte, la ricerca sulla liquidità si fa trasparenza decantata: non un agitarsi di flutti ma il placido stare di acque numinose che paiono essere parte di un processo alchemico misterioso, eppure quotidiano.

Rigorosamente a olio, con sporadiche incursioni dell’acrilico e dell’acquerello, la ricerca artistica di Terdich presuppone un fare pittorico meditato, controllatissimo, con una padronanza tecnica che nel corso degli anni si è sempre più affinata per dare voce a un sentire profondo. Con mano felice, l’artista esprime una pittura che può certamente dirsi figlia del realismo nordamericano del secondo Novecento, ma che eppure va oltre l’esattezza del Photo Realism o del Sharp Focus Realism. Contenitori di luce e luogo di narrazione misteriosa, le acque di Terdich acquisiscono una forza trascendente che traghetta il pittore al dilà del vuoto affettivo che talvolta può connotare la ricerca iperrealistica: l’approdo è un luogo interiore, in una esperienza di totalità ipnotica non esente da ambiguità. Perché quelle di Terdich son acque abitate: dal nostro sperdimento”.

- Comunicato stampa del 13 maggio 2017, “TRANSPARENCY. LA PITTURA DI PAOLO TERDICH” – presentazione di (Galleria BiffiArte – Piacenza)

“In mostra alla Galleria Biffi Arte l’ampia ricognizione di quello che può essere considerato uno fra i temi più cari al pittore Paolo Terdich: l’acqua, nelle sue forme, nelle sue imprevedibili motilità. Elemento volubile per eccellenza, nelle opere del pittore di ascendenza istriana l’acqua diviene contenitore di luce, territorio di visione, narrazione misteriosa di nodi interiori. E’ una pittura che si intuisce di gestazione lenta, la lentezza necessariamente richiesta dall’uso dell’olio, quasi esclusivo; ma è anche la lentezza intrinseca a una padronanza tecnica che nel corso degli anni si è sempre più affinata per dare voce a un sentire profondo. In dialogo con il corpo umano nelle immensità marine, o in immobile e poetica sospensione nella trasparenza del vetro, nelle opere di Terdich l’acqua acquisisce una forza trascendente, che la rende luogo interiore.

Pittore ampiamente esposto a esperienze artistiche di altri Paesi, Terdich esprime una ricerca che può certamente inserirsi nell’ambito del realismo nordamericano di secondo Novecento, rispetto al quale, però, abbandona quel connotato di disturbante asetticità per farsi stupore, sospensione ipnotica. Perché quelle di Terdich sono trasparenze abitate: dal nostro sperdimento.

"Terdich ha la dote di affrontare con virtuosismo tematiche di notevole difficoltà esecutiva; quindi di competere con se stesso in un costante dialogo con la dinamicità della forma, grazie a una tavolozza ricca di vibrazioni. I dipinti “Acqua” trasmettono all’osservatore un alto valore di rigore espressivo, per cui a buon diritto, si possono definire gioielli di sapiente talento. E’ decisamente ricerca d’ambito realista, grazie ad un costrutto che nulla concede alla retorica. (Paolo Levi)”.

Giovanna Grossato

- dal Catalogo Itinera 2012-2013 – mostra di artisti contemporanei in dieci città d’arte – (settembre 2012 – aprile 2013).

“Un artista, Paolo Terdich, che si è spesso confrontato nella carriera con esperienze artistiche di altri Paesi da cui ha saputo attingere interessanti spunti per i suoi lavori che spaziano nei temi in vari ambiti. La struttura delle sue opere (specie oli e acrilici su tela o acquerelli su carta) si avvale di tecniche esecutive assai efficaci nel rendere la folgorante verosimiglianza di figure e oggetti in contesti e situazioni luminose assai particolari. La rappresentazione del femminile, specialmente nel suo rapporto con l’acqua, è uno dei temi di particolare suggestione nei dipinti dell’artista. E, in ogni caso, la presenza umana risulta sempre percettibile, anche nelle raffigurazioni di paesaggi e oggetti: sebbene solitari, infatti, questi sembrano guardati attraverso gli occhi di qualcuno (una donna?), soffrirne l’abbandono o ottenerne il ritorno, con una resa pittorica talmente precisa da trasmettere le qualità tattili della materia.

Nato a Piacenza, ha vissuto parecchi anni all’estero (Inghilterra, Egitto, Olanda, Nigeria), ove ha potuto confrontarsi con culture diverse e raffinare la sua sensibilità artistica. Nei suoi lavori ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e dimostra una particolare abilità nel destreggiarsi con varie tecniche pittoriche. Espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nonché in rassegne di carattere nazionale e internazionale. Le sue opere sono inoltre presentate nelle più significative fiere d’arte contemporanea. Vasta la sua bibliografia, con recensioni su riviste specializzate e cataloghi. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private”.

Ogaba Idu

- Da "Leadership Weekend" del 27 marzo 2010 - "Paolo Terdich - The Master Painter".

“The official residence of the Italian Ambassador was on Thursday filled to capacity, as art lovers, diplomats and reporters, including the acting DG National Gallery of Art (NGA) witnessed the Paolo Terdich Art Exhibition.

Paolo Terdich is a master painter, who travelled all the way from Italy to showcase his works here in Nigeria. The artist was born in Piacenza, Italy, and has travelled widely to exhibit his paintings. He has lived in various countries, including U.K., Netherlands, Egypt, and since 2008 in Nigeria. He has presented his work at various personal exhibitions worldwide and at some renowned art fairs. He has also won numerous international prizes (e.g. he was among the winners of the ”VII Biennale Internazionale di Roma” and finalists in the prestigious “Premio Arte 2008”).

The key characteristic of his style is exposed through his capability of mastering, with the confidence and flair of a mature artist, different techniques. His works are used to render detailed figurative subjects, characterized by luminous surfaces and compelling images that offer a combination of disquiet, uncertainty, urgency, calm, and spirituality. He focuses mainly on figurative subjects, which are hauntingly composed to evoke an immediate respect. He also shows a clear attitude at exalting the light, obtaining paintings pervaded by uncommon atmospheres and shot with an evanescent brightness. Meditative in tone, he provides a contrast between background and figures and awe-inspiring realism by accurately depicting the individuals isolated from the background. He, hence, introduces a surrealistic atmosphere, but also captures their soul and truthfully depicts each flaw, exposing their human vulnerability. His realism, driven by uncommon technical capabilities, is silent, intimate, and his paintings contain an unspoken, mysterious narrative, which offers an emotionally and psychologically loaded presentation that attracts the viewer. This atmosphere has been finally emphasized in his last works Water: ultra-modern and complex compositions, where the subjects are broken within the crystal water in a multitude of dynamic reflections”.

Senator Iroegbu e Damilola Oyedele

- Da "Thisday" del 3 aprile 2010 - "An Evening So Surreal" -  “Guest at the Italian Embassy in Abuja were treated to a spellbinding evening as Italian painter Paolo Terdich showcased his work”.

"Contemporary Italian painter Paolo Terdich, in a cultural evening at the Italian Embassy, Abuja, presented an array of compelling works of art. Terdich work’s most distinguishing features are in the provision of a contrast between back ground and figures which enables his works to have an immediate and awe-inspiring realism. He achieves this by accurately depicting the individuals isolated from the background, thereby introducing a surrealistic atmosphere, but also captures their soul and truthfully depicts each flaw, exposing their human vulnerability.

His style reflects his ability to master securely different techniques, which he treats with laudable precision and extreme skill, rendering figurative subjects, characterized by luminous surfaces and compelling images that offer a combination of disquiet, uncertainty, urgency, calm, and spirituality.

A guest noted: ”The Italian painter vibrates various spirits, as variety of subjects emerges in his works, which is linked to the hyper-realistic portraits that takes only the dramatic precision, not the inner emptiness that gripped the most of the other artists of his era”.

His works can be defined as “investigative”, a sort of search for hidden truths, within a reality which seems to be limited, perhaps lost and expressed almost to the edge of a fantastic world. They seem to transmit his uneasiness, his valiant search of perfection in daily life, of his continual search of an ideal. From such an attitude a poetic connotation is depicted, especially by the light which seems as if it is being drawn out from the soul of the colour.

Watching the works of Terdich, either polychrome or in black and white, it is understood to which levels he arrived at the representation of the real, and which implications can be contained in a final result that is more or less realistic.

According to the painter, his realism, driven by uncommon technical capabilities, is a silent and mysterious narrative, which offers an emotionally and psychologically-themed presentation urging the viewer to search for hidden truths within a reality which seems to be limited.

“In this painting I tried to exalting the light and its contrast with the shadow, through my fascination with form and my attention to detail, texture and atmosphere. My intention was to pick out the psychology of the characters with a suffused sensuality. I wanted to obtain an uncommon atmosphere and an evanescent brightness. I tried to render through a realistic portrait a silent and intimate atmosphere, to arouse feeling of waiting and of mystery from which the silent wrapping up the images can be perceived”, he said while describing a work dubbed, Pensieri 4 (Thoughts 4), a 2005 portrait of oil on canvas.

He said:” The face of this young woman has one melancholic expression and I allowed to emerge all problems of the individual through one careful psychological surveying of the subject. She is represented during a moment of rest, in a meditation moment, of loneliness, perhaps incapable to react to her sad destiny, with their eyes that express the more intimate secrets, through a lyric suggestion that is involved the spectator. My figures are never portrayed with other individuals, to emphasize the loneliness of the contemporary human being.

“I did not have the ambition to idealize the subjects I represented, but simply to search knowledge beyond the first appearance, to capture and express their soul and feeling, to transmit their uneasiness, loneliness and existential pains. I tried to transfers on the surface of the canvas moments of lived life, analyze existential problems and I tried to lead the observers to reflect”. 

This atmosphere has been appropriately emphasized in his last works “Water”, where the subjects are broken within the crystal water in a multitude of dynamic reflections.

“The water works represent my last project, an extreme challenge which combines the message I tried to transmit in my portraits and figures and the technical complications to render the movement, the transparencies and the light reflections of water and the fragmentation effects of bodies under water. These works are unusual and modern paintings, of the complex realization, with the subjects that crush the crystal of the water in decomposed glares that they decompose the bodies underwater”.

“I have been always attracted by water where I feel in my real environment where I can fluctuate without weight and in full absence of noise. Being a dive master, I experienced the feeling of freedom underwater and I tried to pass this feeling through my painting”.

Drawing from his 2008 work Acqua 7 (Water 7), an oil/acrylic on canvas: the center here is again the human being dipped in a streaked blue liquid in thousand streams, from the more or less intense colour. He reached a remarkable achievement in his poetic: disappeared the fidelity to the model, all it becomes more fluid and fantastic. These atypical swimmers are new subjects, unknown and, for their dynamism and chromatic liveliness, they communicate infinite feelings of movement and freedom.

Compared to the portraits, where is evident inner psychological torment of the subject. Through water works he tried to transmit a feeling of freedom, serenity, although the feeling of loneliness remains. The whole atmosphere is still intimate and silent but now it is also relaxed. Also through the colour he try to have the observer feeling the melancholy, but in a serene atmosphere.

In a nutshell, water and women are two sides of the same medal; a dialogue that covers the entire production of Terdich, a mixture of languages that the artist uses for its personal way of communicating feelings.

Eve Lemonidou

- dal libro “International Contemporary Artists – Vol. V”, edito da ICA Publishing di New York (USA) – (Luglio 2012).

“Born in Italy, Terdich presented his works at various exhibitions worldwide and numerous international prizes. His realism, driven by uncommon technical capabilities , is intimate, and his paintings contain an unspoken, mysterious narrative, which offers an emotionally and psychological presentation that attracts the viewer, as emphasized in his last works “waters”, complex compositions, where the subjects are broken within the crystal water in a multitude of dynamic reflections. He focused mainly on figurative subjects, hauntingly composed to evoke an immediate respect. He also shows a clear attitude at exalting the light, obtaining paintings pervaded by uncommon atmospheres and brighteness”.

Paolo Levi

-    “Attestato di qualità primaria” -  Archivio monografico – novembre 2012

“Paolo Terdich ha la dote di affrontare con virtuosismo tematiche di notevole difficoltà esecutiva; quindi di competere con se stesso in un costante dialogo con la dinamicità della forma, grazie a una tavolozza ricca di vibrazioni. Il dipinto Acqua del 2007 trasmette all’osservatore un alto valore di rigore espressivo, per cui a buon diritto, lo si può definire un gioiello di sapiente talento. E’ decisamente ricerca d’ambito realista, di scuola anglo-americana del secondo Novecento, grazie ad un costrutto che nulla concede alla retorica”.

-   “La vitalità inarrestabile dell’arte” – Recensione al movimento artistico “Eoykos” – settembre 2012.

“Le opere di Paolo Terdich possono essere avvicinate, a un primo sguardo, alla corrente americana dell’Iperrealismo. Ed è la precisione assoluta nei dettagli delle figure, nei paesaggi, negli interni ad accomunare Terdich a quel linguaggio. Tuttavia, a ben guardare, la sua pittura sottintende anche altro. La realtà che egli riproduce appare perfetta nella mimesi, ma dietro l’apparenza di un viso levigato e sereno, si nascondono irrequietezze e interrogazioni, nascoste nei dettagli, come sottili avvertimenti. Così, una figura di nuotatore appare di colpo frammentata, e non solo a causa della rifrazione dell’acqua. Così, il sorriso di una ragazza non corrisponde allo sguardo appena velato, come se celasse un segreto, forse proprio quello contenuto nel recipiente che tiene in mano. È Il suo vaso di Pandora, con tutti i mali del mondo, o l’essenza segreta della sua femminilità?”.

Karin K. Lichtenstein e Ines Keerl

- Rassegna stampa -– mostra "Still Lives”- presso Salve Art Gallery by Salve Europa (Leipzig - Germania) – maggio 2012.

“Paolo Terdich in his still lives tells stories by depicting common objects of daily use, and through the  lights and the contrasts generate particular atmospheres and feelings. Such stories and feelings via the unanimated elements painted in the still lives, are made  alive, through the movement of liquids and the reflections of lights within the glasses, bottles and metallic surfaces. His still lives are unusual, rather personal in the interpretation of the light, the choice of the subjects, the harmony of volumes and the consistency of the glares. The whole composition is tidy, symmetrical; to the moment of the event, the contemplation takes over. In these works the largeness of the small things is emphasized. Terdich does not copy the reality, he transforms the objects in metaphysical presences; they are emblem of a state of mind, thanks to the light, purest, and sculptured. The serenity and simplicity in his work has been compared by some art critics to the silent metaphysic of the great Italian artist Giorgio Morandi”.

Ireneo Lorenzoni

- Recensione “Expo Arte Pisa 2002” - febbraio 2002.

“… Dalla sua pittura si evince il ruolo essenziale del disegno, che esegue con invariabile precisione ed estrema sicurezza nel tratto.  Il disegno costituisce pertanto un passaggio determinante ed ineluttabile nel processo che porta al compimento della sua opera….  Nel corso degli anni privilegia i soggetti figurativi, che raffigura isolandoli dallo sfondo con un’energia in cui luci ed ombre sembrano vibrare assieme, o avvolgendoli in un’atmosfera surreale resa con le trasparenze dell’acquerello, attraverso una luce rivelatrice dell’anima…La caratteristica principale  che connota la sua pittura si può facilmente sintetizzare nella sua capacità di destreggiarsi con diverse tecniche, che, di volta in volta, sceglie per una migliore resa dei soggetti che rappresenta…”.

Elisa Malacalza

- da Libertà del 15 settembre 2009 - articolo di (giornalista e critico d’arte) - “Terdich, il racconto di trasparenti emozioni”.

I giorni di Pucheria. Allo Spazio Rosso Tiziano "Donna turchese”, la mostra di Paolo Terdich che fonde le sue opere tra la psicologia e un'estetica consolatoria.

“PIACENZA - E' chiaro che il pensiero dà fastidio, ma come pesce è difficile da bloccare perché lo protegge il mar: non è tanto una riflessione su "com'è profondo il mare", quanto quello che emerge dall' acqua guardando Acqua 6, immagine promoter della mostra personale di Paolo Terdich, esposta allo Spazio Rosso Tiziano da venerdì scorso al 26 settembre. Qualcosa emerge e qualcosa resta sottacqua: anzi, ad emergere è solo un piede ma, in fondo, è dai piedi che si muovono i primi passi. Non c'è timore nella figurativa di Terdich: l'acqua lascia trapelare il senso, è cristallina, come se la donna e l'acqua si ricongiungessero in modo del tutto ovvio. Un riscatto: la liberazione di un tuffo, l'emancipazione femminile, la voglia di esserci anche se non in modo palese, restando velata, semi nascosta dalle onde. Eppure libera. Quel pensiero difficile da bloccare percorre l'unione di una linea per niente dritta, anzi zigzagante dove l'artista piacentino indaga la donna, assoluta e indiscussa protagonista della tre giorni di Pulcheria, la manifestazione culturale appena conc1usasi a Piacenza, attraverso un quid aggiuntivo che rimane dalla sua laurea in geologia. La natura e la donna: dove nasce una e comincia l'altra? Donna turchese si afferma quindi come un respiro di Trasparenti emozioni, la mostra collaterale alla prima. L’acqua come autenticità? Da un artista che ha viaggiato in Inghilterra, Egitto, Olanda e altri Paesi ci si aspetta che il legame con un'acqua mai ferma, mai stanca - abbondante in Gran Bretagna quando estremamente essenziale e intessuto dell'humus del Nilo in Egitto - zampilli da ogni quadro per dire: sono qui. E dia spazio a una donna tutta volti e mani che toccano, concreta finalmente, non acqua ma corpo, ec1ettica tra carboncino, acrilico, acquerello. Mai in superficie ma l'assoluta profondità di un artista maturo che fonde - e gioca su questa fusione - tra la psicologia anche chirurgica, sezionatoria e un' estetica consolatoria, che non abbandona. Labbra, sguardo, emozioni: un racconto, sfaccettato e saccente come l'indefinito e accattivante turchese. Lo spettatore è liberato in questa direzione attraverso il continuo plasmo di una pittura anche materica che seduce, scioglie, non incrina. Si fa capire, è democratica. Perché la donna, madre e acqua, lo è. Anche la donna che si cela in uno sguardo e ancora non sa cos'è e come un fluido, tende ad adattarsi al singolo contenitore, riempiendo la sua esistenza di cose, di senso, di...? Ognuno ha la sua risposta di fronte a questo ultimo Terdich: certo è che la donna -lo ha dimostrato Pulcheria - continua a trascinare con sé il suo enigma. Anzi, lo porta a testa alta”.

Elisa Manzoni

-    Recensione “Realtà e sogno: due mondi comunicanti in continua metamorfosi” - mostra "Per sognare” – presso la “Galleria Velasquez” (Milano) - 15 marzo 2014.

Dopo tanto peregrinare per l'Italia, finalmente il Gruppo dei 6 approda a Milano e si mette in mostra al meglio con opere di eccezionale valore filosofico. Nato ufficialmente a Piacenza il 9 Agosto 2011, il gruppo si pone in una realtà artistica di difficile comprensione in cui la grande maggioranza delle persone considerano l'arte e la cultura sempre di più in decadimento. Come eroi d'altri tempi, i componenti del gruppo hanno saputo riportare l'Arte Italiana agli antichi splendori: dopo la Grande Guerra, essa non è mai stata viva come oggi con le sue molteplici sfaccettature che hanno la capacità di scavare nell'intimità dell'osservatore.

Come si legge nel loro Manifesto, i sei artisti perseguono la missione di ricercare nuovi modi di interpretare il mondo per uscire dai rigidi schemi convenzionali imposti dalla società, emancipando così lo spirito e il corpo umano da una realtà contemporanea sempre più opprimente.

Ma qual è il loro filo conduttore? Qual è la loro realtà? Essendo creativi la loro sensibilità è acuta e percepisce i cambiamenti molto prima rispetto alle persone comuni: grazie alle loro emozioni e passioni, libere da qualsiasi obbligo sociale, sono in grado di andare al di là di ciò che i cinque sensi colgono e volano così nel subconscio visualizzando uno spazio onirico, enigmatico, metafisico e surreale, uno spazio unico, da sogno e non ancora esplorato.

Chi sono questi sei eroi che si disgregano dall'odierna realtà per mostrare il nuovo surrealismo raffigurato ed esaltare in tal modo il loro sesto senso?

…l'iperrealista Paolo Terdich. Il pittore vi conquisterà per i suoi dettagli minuziosamente concepiti mediante la stesura virtuosistica del colore e il preciso studio della rifrazione della luce. Sebbene la mimesi sia perfetta, e quasi sconcertante, l'osservatore è portato a chiedersi cosa ci sia al di là di tutta la serenità che si percepisce inizialmente. Una dimensione silente, surreale, onirica e mistica trasfigura dai soggetti rappresentati che sembrano porre le domande esistenziali: “Chi sei? Cosa nascondi? Cosa cerchi?”. L'artista approfondisce ciò che è conosciuto, travalicando l'apparenza e scoprendo così significati profondi, difficilmente sondabili, come si può apprezzare nelle tele in cui l'acqua diventa simbolo di rinascita e tormento interiore primordiale. Un'arte che ricerca l'esperienza dell'invisibile tramite il visibile”.

Dino Masarà

- Recensione dai Cataloghi 2012 e 2008 “Grandi Maestri” e da "Boè" (novembre/dicembre 2009) e edito dal Centro Diffusione arte (Edizioni e Recensioni Artistiche).

“Il realismo del maestro Paolo Terdich fa giustamente scuola. La sua è un’arte che dialoga con l’istinto, dotata di potenza comunicativa, spontanea e robusta. Una formidabile esperienza cognitiva che tratteggia sentimenti e potenzialità dell’anima umana”.

 “Un artista, Paolo Terdich, dotato di un talento innato che prospetta il reale riuscendo a coglierne anche le più intime vibrazioni. Ogni elemento costitutivo delle sue opere acquista così un significato singolare che meglio inquadra la personalità artistica ben definita dell’artista. Un poeta del colore e della luce che usa metafore per stimolare la fantasia dello spettatore aiutandolo a liberare se stesso dagli schemi consueti garantendogli appaganti visioni e rivisitazioni della realtà in chiave personale e di respiro universale".                   

Patrizia Mazzei

- comunicato stampa del 30 maggio 2015, mostra personale “Luci e contrasti” alla galleria d'arte Rosso Tiziano (Piacenza).

“Luci e contrasti”, tema che Paolo Terdich propone in questa esposizione in tre filoni distinti: nature morte, ritratti e figure  immersi nell’acqua, in un atmosfera intimista e surreale che evoca profondità oniriche., enunciando l’estro della sua espressività nutrita da una passione figurativa, sulla quale fa  leva per ottenere il più ambizioso dei obiettivi estetici: mediante il visibile, realizzare l’esperienza dell’invisibile Le opere di Terdich possono essere avvicinate, a un primo sguardo, alla corrente dell’Iperrealismo, di scuola anglo-americana del secondo Novecento, grazie ad un costrutto che nulla concede alla retorica. Tuttavia, a ben guardare, la sua pittura sottintende anche altro. La realtà che egli riproduce appare perfetta nella mimesi, ma dietro l’apparenza si nascondono irrequietezze e interrogazioni, nascoste nei dettagli, come sottili avvertimenti. Originali, nell’interpretazione della luce e nella scelta dei soggetti, le sue nature morte, realistiche, che si trasformano in presenze metafisiche, emblemi di uno stato d’animo, grazie alla luce, purissima, e scultorea. Egli descrive i connotati della realtà, per mezzo d’una sapienza esecutiva senza limiti, che inducono l’osservatore a calarsi emotivamente nelle sue opere, senza via di ritorno. Gli accostamenti delle forme, dei colori e degli oggetti, divengono pure estrapolazioni dalla quotidianità verso la quale ritorna con potenza e sicurezza. La formazione rigorosa, l’inconfondibile grafia del segno, che unisce severità di pennello, in rapporti e volumi, e l’estrosa creatività nei dettagli minuziosi, foto-luministici di ogni taglio di luce in superficie, esprimendosi, con eleganza, in una dimensione onirico-mitica, nella rappresentazione degli oggetti. La dimensione reale tra sogno, mito e metafora di irreprensibile vocazione. Una realtà che si ispira alle registrazioni archetipe del suo vissuto, che appare perfetta nella mimesi che fa da contraltare: l’ombra del fantasma archetipo, che sta dietro l’oggetto, a respirare e ad esprimere un’atmosfera Morandiana. E’ proprio l’attenzione per la figura che lo contraddistingue. Il disegno si articola e si trasforma in uno spazio rappresentativo che tesse storie e racconti volti a esplorare una realtà visionaria propria dell’artista. Nei suoi lavori egli ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e affronta con virtuosismo tematiche di notevole difficoltà esecutiva; quindi di competere con se stesso in un costante dialogo con la dinamicità della forma, grazie a una tavolozza ricca di vibrazioni. Terdich accosta il suo magistero tecnico di impostazione figurativa-surrealista, alla curiosità del soggetto. La sua opera si articola e si trasforma in uno spazio rappresentativo che tesse storie e racconti volti a esplorare una realtà visionaria propria dell’artista. La sua si potrebbe definire un'opera di indagine, resa attraverso un realismo silenzioso e intimista, che trasmette sensazioni di  attesa e di mistero, da cui traspare un tormento interiore. Attraverso i suoi soggetti egli comunica la sua inquietudine, che emerge dai personaggi che raffigura con un’energia, in cui luci ed ombre sembrano vibrare assieme. Attraverso la rappresentazione dell’acqua, egli trasmette all’osservatore un elevato rigore espressivo, per cui a buon diritto, si possono definire gioielli di sapiente talento. Affrontando temi ostici come la serie “acqua”, simbolo di nascita primordiale, va alla ricerca di luce, riflessi, rifrazioni, verso una dimensione di conoscenza della verità o dell’insondabile. E' un punto d'arrivo importante nella sua poetica: sparita la fedeltà al modello, tutto diviene più fluido e immaginifico. Questi sono soggetti nuovi, inediti e, per dinamismo compositivo e vivacità cromatica, comunicano infinite sensazioni di movimento e libertà. Le sue trasparenze esplorano le possibilità della percezione del reale e il campo del visibile diventa così lo spazio della visione e del colore. L'acqua, simbolo della vita, della purificazione e del vigore si trasforma in un territorio di luce e di riflessioni. In questi lavori  egli enuncia l’estro della sua espressività sulla quale fa  leva per ottenere il più ambizioso dei obiettivi estetici: mediante il visibile, realizzare l’esperienza dell’invisibile. Così, una figura di nuotatore appare di colpo frammentata, e non solo a causa della rifrazione dell’acqua. Così, il sorriso di una ragazza non corrisponde allo sguardo appena velato, come se celasse un segreto”.

- comunicato stampa del 5 settembre 2009, mostre personali ‘trasparenti emozioni’ e ‘donna turchese’ alla galleria d'arte Rosso Tiziano” (Piacenza).

“Testa o croce. Anzi meglio "e". Testa e croce. Due facce di una stessa medaglia inscindibilmente unite. Due, eppure una. "Trasparenti emozioni". "Donna turchese". Due esposizioni per un solo artista: Paolo Terdich. L'artista piacentino - ma figlio della sua vita peregrina nel mondo - si "raddoppia" per l'esposizione che lo vedrà protagonista allo Spazio Rosso Tiziano in settembre. Testa. "Trasparenti emozioni". La prima mostra che si inaugura sabato 5 settembre alle 18. Qui a farla da padrona è l'acqua e la fascinazione che, l'essere umano in genere e Paolo Terdich in particolare, ha per questa componente essenziale dell'universo terrestre. Croce. "Donna turchese". La mostra dentro la mostra - ma viva di vita propria - che si aprirà, invece, venerdì 11 settembre, sempre alle 18, nell'ambito delle iniziative legate all'altra metà del cielo di Pulcheria 2009. Acqua e donna. Ancora due facce della stessa medaglia. Un dialogo che percorre l'intera produzione di Terdich, piacentino di nascita, ma che, come detto, ha vissuto per anni all'estero, crescendo culturalmente e artisticamente in Inghilterra, Egitto, Olanda e Nigeria. E' in mescolanza di linguaggi che l'artista desume il suo personale modo di esprimersi. Un linguaggio realista, talvolta tanto estremo da sfiorare l'iperrealismo, ma al contempo surreale proprio per quella stessa perfezione delle forme dal taglio fotografico che ne caratterizza l'opera. Realismo surreale che si sublima nel ciclo che Terdich dedicato all'acqua. In "Trasparenti emozioni", opere di grandi dimensioni realizzate in olio o acrilico, l'artista si cimenta con la sfida più difficile per un pittore: la resa dell'acqua, il racconto dello scintillio della luce su una superficie perennemente in movimento. Protagonista assoluta della narrazione, l'acqua, lascia spazio al primo amore di Terdich - l'essere umano - vestendolo di nuova vita. Immerso nel liquido trasparente - la cui componente simbolica affonda le radici nella sacralità del battesimo, della purificazione, della rinascita, ma anche semplicemente della meraviglia della natura - la figura umana si perde in essa lasciando che l'acqua ne distorga i contorni, mescolandosi ad essa quasi entrando a farne parte. Uomo e acqua diventano, nelle opere di Terdich, due facce della stessa moneta: quella della vita L'essere umano è invece l'unico protagonista di "Donna Turchese". L'esposizione raccoglie una selezione di volti e mani dell'altra metà della mela. E' in queste opere che l'artista dimostra il suo eclettismo tecnico e linguistico. Carboncino, acrilico, acquerello. Una intera gamma di modus operandi con cui l'artista si cimenta affrontando al contempo un'altra sfida: la rappresentazione del volto e l'espressione delle mani. Mani che parlano ed emozionano, intense come uno sguardo, loquaci come due labbra. Mani che non smettono di raccontare una storia tutta al femminile. "Trasparenti emozioni" e "Donna Turchese". Due facce, una medaglia. Ma in fondo acqua e donna sono una cosa sola”.

Liviano Papa

-   Recensione mostra “Il nuovo realismo raffigurato” - Movimento Eoykos presso la galleria “Spazio Moderno” (Arona - NO) – 23 maggio 2015.

“… Un gruppo di artisti provenienti dai diversi territori dell’Italia, con un bagaglio culturale profondo e personale, si uniscono per gridare che non ci stanno a questo caos dilagante che si avverte in arte: si ribellano come gli antichi rivoluzionari a una moda imperante, gridando il loro dissenso firmano il manifesto annunciando che vogliono ritornare all’ordine… In questa mostra, raggruppata con il titolo Il realismo raffigurato, esprimono una piena, solidale voglia di comunicare con gli strumenti a loro congeniali: la tavolozza e i colori, e i pennelli, mentre per lo scultore la straordinaria capacità di assecondare il materiale alla sua espressività….  Inneggiando a una pittura raffigurata e rappresentata in tutta la sua bellezza, dal Surrealismo europeo, al pensiero di Salvador D’alì, alle immagini sognate, in cui segni, pennellate, figure, visioni, confluiscono in quel mondo magico e fanciullesco di una visionaria libertà di esprimersi in cui anima e corpo, forza intellettiva e interiorità, espressività e intimità esplodono in un’apoteosi di bellezza, estetica e fortemente intima, consapevole che solo la conoscenza del sapere appaga l’uomo e l’artista a raccontare con gli strumenti a lui congeniali la gioia universale della passione….Il Gruppo crede fortemente che la pittura, l’arte, è comunicazione, è desiderio di enunciare al mondo il pensiero della conoscenza e del rispetto che si ha verso la natura nel suo insieme e la gioia di comunicare la bellezza, la meraviglia che si annida in questo spettacolo che si rigenera da sempre. Con queste basi nasce l’unione del Gruppo nel 2011 a Piacenza… Paolo Terdich nasce nell’ambito dell’Iperrealismo americano, ed è la prima impressione, immediata e senza ripensamenti affiora alla memoria: pittura pienamente verista, tanto da toccarla con le mani, emerge, in una seconda analisi, la consapevolezza che è densa di contenuti, di messaggi, di raccontare non tanto un paesaggio, una natura silente, ma la forte attrazione che questa produce…”.

-   Dal Giornale di Arona del 15 maggio 2015 “Il Gruppo dei 5, gli artisti della tavolozza dimostrano che l’arte è ancora viva e che va apprezzata”- Un mezzo di comunicazione privilegiato che trasmette sensazioni ed emozioni”.

“Arona. La prima considerazione che si può fare leggendo il manifesto del Gruppo Eoykos e osservando le opere degli artisti che lo compongono, è che l’arte non è morta…e il Gruppo lo dimostra. In questa società globalizzata l’Arte è ancora uno strumento di comunicazione privilegiato che trasmette sensazioni ed emozioni universalmente leggibili. Gli artisti del Gruppo si muovono in un terreno in bilico tra il surreale e il metafisico, hanno studiato il Museo del Novecento italiano ed europeo, sono raffinati e sapienti, artigiani virtuosi della tavolozza e dell’arte plastica. Il manifesto del Gruppo, infatti, è nato il 9 agosto 20111 a Piacenza per volere di Mauro Braglia, Maurizio Brambilla, Luigi Pretin, Rosario Scrivano e Paolo Terdich … Tutto questo non può che confermare che l’Arte non è mai stata così in buona salute…”.

-    Articolo mostra “Realismo raffigurato” - Movimento Eoykos presso la galleria “Spazio Moderno” (Arona - NO) – 23 maggio 2015.

“Arona. L’arte nel suo lungo periodo di affermazione, da sempre è portatrice di rinnovamento, del nuovo che avanza. Si può sostenere che l’arte è rivoluzione, conoscenza e meraviglia che dà origine a un nuovo pensiero, a un nuovo ciclo, a un nuovo percorso di vita. Alcuni artisti, accomunati dal desiderio di affermare la bellezza della pittura attraverso il nuovo surrealismo raffigurato si sono incontrati per enunciare questa forza espressiva del contemporaneo. Un altro gruppo, nel 1929, a Torino, si riunì per un rinnovamento nelle arti (Boswell, Chessa, Galante, Levi, Menzio, Paulucci). Nel 2011, un drappello di pittori, sotto la guida di Paolo Levi, scendono in campo, firmando il Manifesto: Mauro Braglia, Maurizio Brambilla, Paolo Golino, Luigi Pretin, Rosario Scrivano, Paolo Terdich, provenienti dai diversi territori nazionali e con formazioni culturali differenti tra loro, nel caos del panorama artistico odierno, portano a conoscenza il voler salvaguardare alcuni principi; dipingere per la libertà di dipingere, enunciando bellezza e conoscenza… i lavori di Terdich (Piacenza 1960), al primo sguardo, rientrano nella corrente americana dell’Iperrealismo, ma guardando nel profondo, sono frutto di una ricerca autonoma, attenta e consona alla contemporaneità”.

-    Recensione mostra “Per sognare” - Movimento Eoykos presso la galleria “Velasquez” (Milano) – 15 marzo 2014.

“Milano. L’arte, nella sua bellezza, esprime la meraviglia del pensiero dell’uomo con le sue gioie e le sue paure insite nel genere umano; è l’espressione di volontà e di ricerca, scrutando nel più profondo dell’io, le movenze di appartenenza a quella di genesi della conoscenza e della verità con il viaggio che l’uomo, indagatore, scopre attraverso nuovi percorsi, nuove vette, nuove apoteosi del racconto. In questo ambito della sopravvivenza dell’arte, che non è mai morta ma è sempre viva, come afferma Paolo Levi nel presentare il manifesto “Il gruppo dei sei”, composto da Mauro Braglia, Maurizio Brambilla, Paolo Golino, Luigi Pretin, Rosario Scrivano, Paolo Terdich… Le opere di Terdich, a prima vista, si avvicinano all’Iperrealismo americano, ma addentrandosi nel suo mondo, è presente una forte irrequietezza nel suo agire”.

Betti Paraboschi

- da Libertà del 18 giugno 2015 – “Immagini, installazioni e panneggi - Alberti a Budano e Terdich espongono fino a 26 allo Spazio Rosso Tiziano”.

“Piacenza - Lo Spazio Rosso Tiziano val bene una visita. I piacentini lo sanno. Stavolta però l’invito a non farsi mancare una “scappata” alla  galleria è ancora più sollecito.  Fino al 26 giugno infatti  lo Spazio ospita tre interessantissime personali di altrettanti artisti piacentini che vale la pena conoscere ma soprattutto riconoscere: Giovanni Alberti, Lino Budano e Paolo Terdich…Altrettanto si può dire delle numerose opere di Paolo Terdich, che seguono un duplice filo conduttore: da una parte il visitatore trova delle raffigurazioni della quotidianità più comune, uno spirito domestico che si manifesta nelle nature morte costruite sulle caffettiere, sui riflessi delle bottiglie di vetro riempite d’acqua o di acquavite, sulle zucche e sulle conchiglie adagiate morbidamente su panneggi di tessuti d’ombra; dall’altra invece si trova faccia a faccia con i fotogrammi cinematografici, i volti dei divi di Hollywood improvvisamente fermati dal pennello dell’artista, i corpi immersi nell’acqua che sembra davvero mutare sulla tela, grazie alla straordinaria capacità dell’artista di coglierne e soprattutto ritrarne le vibrazioni  e i riflessi. Quello di Terdich è un lavoro indubbiamente da certosino che tuttavia dà i suoi frutti in una pittura che pare fotografia nel suo realismo senza cancellare l’elemento artistico classico…”.

- da Libertà del 30 maggio 2015 - “Allo Spazio Rosso Tiziano tre mostre: dalle opere di Alberti a Budano e Terdich”.

“Non più due, ma addirittura tre. Tante sono le personali che lo Spazio Rosso Tiziano ospiterà a partire da oggi alle 17:30. A finire sotto i riflettori per l’occasione saranno le opere di Giovanni Alberti, Lino Budano e Paolo Terdich: … Il terzo proporrà dei dipinti basati su giochi di luce e contrasti. Per i piacentini è un’occasione da non perdere… Nel caso di luci e contrasti, Terdich propone in questa esposizione tre filoni distinti: nature morte, ritratti e figure immerse nell’acqua, in un’atmosfera intimiste e surreale che evoca profondità oniriche, enunciando l’estro della sua espressività  nutrita da una passione figurativa, sulla quale fa leva per ottenere il più ambizioso degli obiettivi estetici: ”Mediante il visibile , realizzare l’esperienza dell’invisibile”…”.

Alfredo Pasolino

-    Recensione mostra “Identità e Metamorfosi” - Movimento Eoykos a “Villa Cambiaso (Savona) - 18 maggio 2013.

“La dimensione reale tra sogno, mito e metafora. La sua voce pittorica ha un timbro iperrealista di irreprensibile vocazione. La formazione rigorosa, l’inconfondibile grafia del segno, che unisce severità di pennello, in rapporti e volumi, e l’estrosa creatività nei dettagli minuziosi, foto-luministici di ogni taglio di luce in superficie, esprimendosi, con eleganza, il reale del vero, di un io plurale, visibile percettibile, in altre parole è assoluto quanto l’artista abbia assorbito una dimensione onirico-mitica, nella collocazione degli oggetti.

Una realtà che si ispira alle registrazioni archetipe del suo vissuto, appare perfetta nella mimesi che fa da contraltare: l’ombra del fantasma archetipo, che sta dietro l’oggetto., a respirare e ad esprimere l’atmosfera morandiana. Qui c’è una sottile relazione che non si può chiarire, senza tener presente quel sottofondo di mito che appunto comporta la visione culturale di Paolo. Ed ecco il senso di quelle figure atemporali, ma non certo immobili, sospese in un’atmosfera surreale, di una luce intrisa con la penombra post-impressionista, quando dipinge la mobilità dell’acqua. L’onda marina, calda avvolgente vitale, che avvolge pure l’occhio del lettore, che irrompe, come oceano di schegge turchesi, nel dipinto omonimo.

Accanto al blu col suo scandaglio tonale, di luci e penombre, ugualmente illuminato dal riverbero di fascetti cromatici, sembrano quasi essere animati in balia di un moto perpetuo dell’onda, in una realtà trasfigurata, ed uno sconfinato senso di appagamento e della libertà dell’uomo autobiografico.

E’ importante cogliere uno dei motivi ispiratori di quest’arte nel senso dell’espansione: quello della ricerca di un farsi continuo, dietro a quel mondo levigato, rasserenante, quasi ludico; c’è la realtà di un’inquietudine che portiamo in noi, che se paolo l’ha superata dopo una dura difficile lezione di stile di vita, rappresentata attraverso metafore interrogative nel viso delle ragazze, dal punto di vista stilistico e formale, ci sembra di ravvisare degli accenti surreali, se non vagamente espressionisti, quando la giovinetta regge quel vaso che sa di ermetismo, come una presenza latente, messaggio di profonda umanità”.

Marco Pennone

-    Dal mensile “Villa Cambiaso” – maggio 2013 - articolo  “Identità e Metamorfosi - Il Gruppo dei Sei - Movimento Eoykos a Villa Cambiaso”.

“La pittura di Paolo Terdich, pur richiamando l’Iperrealismo, si risolve in un magico gioco di specchi, in cui ogni particolare rimanda a una realtà misteriosa che sta oltre”.

Bruno Pollacci

- Recensione mostra “ITART 2002” - Pisa - giugno 2002.

“…La sua si potrebbe quindi definire un’opera d’indagine, di ricerca di verità nascoste, all’interno di una realtà che sembra non bastare, quasi confinata, a volte smarrita (come in “Lost Track”) e resa quasi ai confini del fantastico. La sua opera comunica la sua inquietudine, il suo stato d’animo alla strenua ricerca di una perfezione della vita quotidiana, di un sogno da rincorrere senza soste. Da qui ne deriva una connotazione poetica, resa soprattutto dalla luce che sembra uscire dall’anima stessa del colore…”.

Maria Teresa Prestigiacomo

- Rassegna stampa mostra “Sacralità e Spiritualità” – Galleria La Pigna, Palazzo Pontificio Maffei Marescotti a Roma – dicembre 2011.

“L’eros e la passione incontrano l’acqua, quale simbolo di rigenerazione spirituale. L’acqua celeste, blu, azzurra, come il manto della Madonna, il celeste ed il blu della rinascita… L’immergersi nel liquido amniotico, in un ritorno freudiano nel grembo materno per una sorta di purificazione spirituale… eros e passione… nell’acqua… stemperano quei caratteri, quei connotati non del tutto positivi, per caricarsi di quelle energie spirituali che riconducono alla sacralità di un’abluzione induista nel fiume Gange…

L’azione dinamica è ben tradotta dall’artista attraverso l’attento segno che, sinuosamente rappresentano il corpo femminile, asseconda e registra posture e movimenti del corpo. Attento osservatore, Terdich dell’anatomia, come i maestri del passato, egli coglie l’azione cinetica; ottimo il contrappeso cromatico, nell’armonia compositiva dell’opera. La tecnica ci consegna alle trasparenze di quelle acque limpide e chiare, le “chiare, dolci, fresche acque” di lontana memoria scolastica Petrarchesca, all’amor cortese, in versione Terdich, , proiettato nel terzo millennio”.

- Rassegna stampa mostra a Roses – Spagna - “Terdich: un pittore colto del terzo millennio” - maggio 2011.

"Terdich, nelle sue opere  privilegia la figura: è proprio l’attenzione per la figura che lo contraddistingue. Il disegno si articola e si trasforma in uno spazio rappresentativo che tesse storie e racconti volti a esplorare una realtà visionaria propria dell’artista. Quella di Terdich,  pittore colto, è una ricerca di  bellezza, di luce, attraverso l’acqua, simbolo di nascita primordiale, in particolare, una ricerca verso una dimensione di conoscenza della verità o dell’insondabile. Tutto  ha inizio, se dovessimo creare una storia, attraverso le opere di Paolo,  dal mattino, dalla colazione del mattino: quella  che, apparentemente banale nella sua rappresentazione di Natura Morta,  traccia i segni distintivi delle persone che popolano una casa e tutto in essa rifluisce, vive, dunque una sua vita  nuova: una Natura Morta, dunque per incontrare una nuova vita. Nelle opere di Terdich in cui l’artista manifesta il suo forte amore per l’acqua, egli rappresenta uno scuro o chiaro fondale dell’acqua, quella tavola dove l’occhio di spande, come il risultato di una campitura impeccabile che lascia percepire l’attento studio tecnico dell’artista. Il pittore italiano enuncia l’estro della sua espressività nutrita da una passione figurativa sulla quale fa  leva per ottenere il più ambizioso dei obiettivi estetici: “mediante il visibile, realizzare l’ esperienza dell’invisibile” , come osano affermare i filosofi. Le sue donne sondano profondità d’acqua: sono profondità oniriche;  le sue opere mostrano trasparenze create in questo suo iperrealismo poetico con una particolare cura ma con un iperrealismo mai freddo e distaccato. L’occhio non riposa, come dicono i monaci cistercensi, delle loro opere “ certosine” se non nelle pareti su cui si stagliano le nature morte; l’occhio trova riposo nelle mirabili increspature dell’acqua  dolce di una piscina o dell’acqua del mare".

Daniela Pronestì

-   Rassegna stampa mostra “Pelle” presso Galleria “Simultanea – Spazi d’Arte”, - Firenze (25 febbraio 2012).

“Al centro della ricerca artistica di Paolo Terdich riconosciamo la seduzione del corpo messa in atto attraverso la pelle, tessuto sensoriale e insieme psichico, che descrive ora il destino biologico e biografico del singolo soggetto (Alba), ora la forza unificante di una piega o di un dettaglio (Mani) che ingranditi e ridotti in forma di frammento smarriscono la propria identità costitutiva per farsi specchio di una moltitudine. Nei suoi disegni la pelle è intesa perciò sia come scrittura della storia e del destino individuale, sia come terra di confine tra noi e il mondo, come “spazio” che rende possibile l’esperienza dell’alterità. Brani di pelle che svelano la presenza dell’altro e instillano nell’osservatore un desiderio di unione, di compenetrazione dei corpi”. “Pelle. Involucro della realtà, superficie delle cose, artificio della pittura che inganna l'occhio e sfida la fotografia in una gara tesa a catturare anche il più piccolo dettaglio. Più reale del reale, più vera del vero, l'immagine così dipinta sorprende e impressiona non tanto per il contenuto, quanto per la straordinaria perizia tecnica e la capacità descrittiva che ricordano la nitidezza propria della fotografia. Dal realismo fotografico dei Precisionisti americani negli anni Venti all'Iperrealismo statunitense che, tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, ha rivoluzionato i rapporti tra pittura e fotografia - emblematica in tal senso la frase di Gerard Richter "la pittura è uno strumento ausiliare per una fotografia realizzata con i mezzi della pittura" - questo modo di rappresentare la realtà non per descriverla semplicemente ma per superarla, esercita un fascino irresistibile sullo spettatore, generando in lui quel senso di spaesamento che nasce di fronte a ciò che stentiamo a non credere reale per quanto risultato di un "diabolico" effetto illusionistico. Pittura in bilico tra verità e finzione, verosimile a tal punto da produrre l'effetto di un'allucinazione; pittura che è corpo da "toccare", ma è soprattutto pelle nelle cui pieghe si nasconde l'inganno di una visione che, spinta oltre il termine ultimo della realtà, diventa supervisiva e surreale. Non c'è limite all'artificio pittorico come non c'è limite alla pazienza dell'artista che spende tempo e fatica per riprodurre, in modo quasi maniacale, ciò che lo scatto fotografico immortala in un attimo. Ma è proprio questa la magia di una pittura che ci invita ad un "consumo" percettivo dell'opera ancor prima che psicologico, e che ci ricorda che l'artista non è un semplice "registratore meccanico d'immagini" ma è un individuo capace di cogliere le strutture significanti della realtà visibile. Sono questi i concetti che ispirano Pelle, una mostra che conferma l'incredibile e incrollabile forza persuasiva della "sola" pittura contro e nonostante l'incalzare di modelli comunicativi che, nell'era della virtualità, ridisegnano la percezione del tempo, dello spazio e del modo stesso di fare arte”.  

Claudio Raccagni

“Ammetto di essermi sciolto nell'opera di Paolo Terdich: "Acqua", per la sensazione forte di fusione che esiste tra l'acqua e l'uomo immerso. Uomo che fisicamente è duro, quasi roccioso, ma è l'acqua a renderlo molto più semplice, dolce, quasi che senza di lei, quell'uomo, sarebbe insignificante.
Energia, vita: l'acqua di Terdich esce dalla tela per plasmarsi all'interno del pubblico che osserva l'opera, perchè quell'acqua è vera; la si sente addosso, dentro... incredibilmente fresca. Il semplice, ma chiaro, messaggio di vita, di sogno, di voglia di tornare al passato naturale, incontaminato e la necessità di poter un giorno...respirare anche l'acqua. Questa è la potenza dell'opera di Terdich: in quest'opera si respira l'acqua.

Caterina Randazzo

- dal Catalogo 2011 “Grandi Maestri” edito dal Centro Diffusione arte (Edizioni e Recensioni Artistiche) - recensione di– “Paolo Terdich - La realtà oggettiva di un lineamento”.

L’indagine conoscitiva di Paolo Terdich filtra l’apparenza del reale, passando dal realismo analitico ad una figurazione da fumetto noir. Attraverso un’evidente predisposizione al ritratto – realizzato con precisione e capacità chiaroscurale – l’artista interpreta la società moderna nei suoi atteggiamenti più intimi di riflessione e irrequietezza. La solitudine domina e avvolge i personaggi, che ritratti in ambienti quotidiani privi di spettacolarità e inquadrati in luci morbide e soffuse, assumono un senso di etereo sospensione. Un realismo silenzioso e intimista quindi, in cui le immagini non lasciano dubbi circa l’umanità delle figure. Paolo Terdich disvela tutti i segreti della realtà, mostrando di sapersi liricamente contrapporre al mezzo foto grafico. Egli si pone non come copista, ma come raffinato interprete della vita, degli effetti della luce sui corpi, del movimento, del gioco di ombre e luci nelle pieghe di una veste o nelle rughe di un volto. 

Paolo Terdich è nato a Piacenza, ha vissuto parecchi anni all’estero (Inghilterra, Egitto, Olanda, Nigeria), ove ha potuto confrontarsi con culture diverse e raffinare la sua sensibilità artistica. Nei suoi lavori ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e dimostra una particolare abilità nel destreggiarsi con varie tecniche pittoriche. Alcune sue opere sono esposte in permanenza nelle gallerie “Spazio Rosso Tiziano”, “Atelier d’Arte” e “La Spadarina” di Piacenza e presso l’Ambasciata d’Italia in Nigeria, “Flora Holland? Di Naaldwijk (Paesi Bassi). Il Direttore d’orchestra Maestro Riccardo Munti possiede un suo ritratto realizzato dall’artista. Mostre: 2010 – “Art in Mind” presso “The Brick Lane Gallery”, London (UK), “Cultural Evening with Paolo Terdich – a contemporary Italian painter”, personale presso la residenza dell’Ambasciata Italiana in Nigeria (Abuja). 

- dalla rivista “Effetto Arte” diretta da Paolo Levi – luglio/agosto  2011 – “Paolo Terdich - La realtà oggettiva di un lineamento”.

Un ritratto non è una copia dal vero, ma qualcosa di più. L’artista deve saper cogliere, dai lineamenti, le caratteristiche salienti di un soggetto, la sua personalità, la sua anima. La pittura di Paolo Terdich, così leggibile, immediata, “finita”, sa cogliere i più intimi segreti di un volto e, ricca di dettagli, analitica e lenticolare, sfiora talvolta l’iperrealismo. Partendo dall’analisi fisionomica del soggetto egli ne indaga la psicologia con metodo rigoroso e quasi scientifico. Realizzando un ritratto egli ne studia espressioni e gesti, nell’intento di far coincidere opera d’arte oggettiva. Il disegno è definito con perizia tecnica e le ombre, fatte con il grigio e il nero, rispettano la migliore tradizione chiaroscurale. Terdich applica, alla sua pittura il rigore metodico di una scienza, di un’analisi psicologica condotta attraverso l’indagine sui dati oggettivi. La sua attenzione si concentra sull’uomo e la sua arte viene così intesa come “documento umano”, presentandosi con la nitidezza che si richiede a un’interpretazione fotografica. Le sue opere trovano rispondenza nelle correnti storiche del Realismo e del Naturalismo, rivelandosi capaci d’interpretare la nostra contemporaneità con gli usi, le abitudini, gli stati d’animo che la fedeltà al vero rende palesi, come specchi che riflettono la nostra stessa identità.

Paolo Terdich, nato a Piacenza, ha vissuto parecchi anni all’estero (Inghilterra, Egitto, Olanda, Nigeria), ove ha potuto confrontarsi con culture diverse e raffinare la sua sensibilità artistica. Nei suoi lavori ricerca un approfondimento conoscitivo, di penetrazione oltre l’apparenza delle cose e dimostra una particolare abilità nel destreggiarsi con varie tecniche pittoriche.

- da “Sguardo Critico - rubrica della bimestrale “Effetto Arte” diretta da Paolo Levi  – “Paolo Terdich – La forza dell’Acqua” (marzo/aprile 2011).

“A primo sguardo, l’opera di Terdich è un’analisi del reale d’impronta fotografica, ma, ad uno studio più approfondito, essa è anche indagine personale di un mondo interiore. La ricerca dei dettagli si fa incessante, fino a rendere, le sua arte, un esempio incantevole di pittura realista. Eclettico nella scelta dei temi e dei mezzi espressivi, realizza i suoi soggetti con cura ossessiva. La resa del ritratto ha un ruolo essenziale nella sua pittura e tutti i personaggi, in atteggiamenti intimi e concentrati, sono descritti in modo dettagliato. Tema centrale è quello dell’acqua e qui l’interesse dell’artista per la resa fisica e interiore del personaggio è supportato da uno studio quasi scientifico del fattore anatomico. La descrizione del corpo, del suo movimento dentro l’acqua e l’effetto grafico della stessa, sono elementi essenziali. Uomini immersi, in atto di nuotare in un limpido mare. Il vitale ondeggiare dell’acqua crea vortici e piccoli flutti e il dipinto si orienta, con copiosità di dettagli, in direzione di uno studio sempre più realista".

Rosi Raneri

-     Press release “Contemporary Art Exhibition – Inside” - presso “The Royal Opera Arcade Gallery” (Londra) – 9 dicembre 2013.

“The exhibition has been organised and curated by the art critic and curator Rosi Raneri. The aim of the Exhibition is to show the individual exegesis of the partecipating artists both Italian and International, to see how they do this through their styles and ways in which they drive their own artistic expressions to the affirmation of their personality and ego, through the modern art contemporary landscape”.

Giovanna Ravazzola

- da "La Cronaca" del 7 novembre 2007 - Premio in Campidoglio - “Vincitore del premio Arte d’autunno - Il pittore piacentino ha anche riscosso il prestigioso riconoscimento” .

...Paolo Terdich è stato insignito , nei giorni scorsi a Roma, dalla Direzione del CIAC (Centro Internazionale Artisti Contemporanei) del premio “Arte d’Autunno. La rassegna giunta alla 19ma edizione, ha avuto il patrocinio del Comune di Roma e del Sindaco Walter Veltroni, ed è avvenuta nella sala della Promototeca del Campidoglio. La commissione, composta da critici d’arte, studiosi e giornalisti, ha premiato l’artista per “meriti artistici, comprovati da curriculum, produzione artistica e note critiche. Il presidente del CIAC, Giuseppe Chiovaro, nel suo discorso inaugurale ha evidenziato il prestigio ed il fascino che questo premio emana, sotto l’aspetto artistico e sociale, ribadendo come il linguaggio dell’arte, nelle sue infinite espressioni, si muova sempre alla ricerca di una cultura indirizzata ai valori morali e sociali di quanti, nella società contemporanea, operano attraverso una personale creatività ed in una piena libertà di espressione. Nel corso della manifestazione sono stati resi noti i nomi degli artisti vincitori delle mostre di selezione alla VII Biennale d’Arte Internazionale di Roma, che si sono tenute in varie località italiane fra cui Piacenza, presso L’Atelier d’Arte di Roberta Braceschi. Proprio in occasione di tale selezione (vinta ex aequo da Terdich, Valentina Crivelli Tiziana Felisi), la direzione del CIAC ha avuto modo di apprezzare la sua produzione selezionandolo fra i vincitori del premio “Arte d’Autunno 2007. Un premio che ha davvero portato fortuna all’artista che avrà modo di esporre alla Galleria Italarte di Purificato a Roma e nella Sala Paolina all’interno della residenza estiva del Papa a Castel Gandolfo. Inoltre Terdich concorrerà alla VII Biennale, “Ars Tertium Millennium”, che si terrà a fine gennaio, nelle Sale del Bramante in Piazza del Popolo. Sarà in compagnia di altri artisti selezionati che concorreranno per rappresentare l’Italia in una rassegna collettiva a San Paolo del Brasile...”.

- da "La Cronaca" del 7 novembre 2007 - Personale Galleria S. Ilario - “La figura umana in primo piano - Nei dipinti di Paolo Terdich esposti in Sant’Ilario”.

“...Ritrarre la figura umana è la vocazione di Paolo Terdich, artista che proprio in questi giorni sta esponendo le sue tele alla Galleria Sant’Ilario. Entrando nello spazio, a due passi da piazza Cavalli, ad accoglierti è proprio una serie di ritratti in una luminosa vetrinetta di cristallo; sono visi delineati con morbidi tratti di scura grafite che ritraggono donne e uomini di luoghi lontani, dalle fisionomie esotiche d’Africa. Grafite e carboncino sono il mezzo con il quale l’artista meglio, a nostro parere, riesce ad esprimersi, e gli è facile rendere vivi i personaggi ritratti, cogliendo espressioni che ben si lasciano intuire, nascosti sotto occhi grandi e pelli ambrate, i loro sentimenti e stati d’animo. Avanziamo e sui muri vediamo giovani donne intente a guardarci, sono giovani dai bei volti, pensierose, assorte, , raffigurate in un attimo di meditazione e di riposo dalla frenesia della vita quotidiana; Terdich le descrive, giocando con luci e d’ombre, lasciando vivo l’alone di mistero che si nasconde nel fondo della loro anima. E poi non manca una serie di paesaggi e nature morte. Sono i particolari minuti della natura ad essere descritti con le sua pennellate; così ad tratto ci troviamo proprio di fronte ad un tramonto infuocato ricco di nuvole, rosa e gonfie di raggi di sole al tramonto. Nel campo della natura morta è da collocarsi l’ultima sperimentazione dell’artista che ha voluto studiare, in una personale “sfida tecnica”, le trasparenze dei vetri della più differenti fogge e spessori o i riflessi dei metalli, piccole zuccheriere o caffettiere nelle cui facce riflette l’ambiente che le circonda. Così oggetti che troviamo quotidianamente sulle mense delle nostre case entrano in composizioni, arricchite da fiori e sublimate da delicati fondi sabbia o oro. Terdich è un pittore che tende alla ricerca, al perfezionamento, dal quale possiamo aspettarci, in futuro, piacevoli sorprese”.

Daniele Radini Tedeschi

- dal libro scientifico “Itinerari d’Arte Contemporanea, dalla Crisi alla Figurazione con uno sguardo alla Triennale di Roma 2011 - Esposizione Internazionale di Arti Visive 2011”.

La potenza luministica rende quasi incantesimo ciò che altrove sarebbe chiamato vero, il celeste e i blu sono spesso colori ricorrenti nelle opere dell’artista; ogni elemento viene attentamente collocato sulla tavola con minuziosità e precisione in un’armonica composizione.

- dal libro “L’esausta clessidra” – Edizione Rosa del Venti - agosto 2011.

"Il virtuosismo in un artista è spesso sinonimo, ahimè, di debolezza inventiva, poiché il dato tecnico supera e sorpassa talmente lo spazio della fantasia che accontentarsi diviene ordinario. Non è il caso di Paolo Terdich, il quale accosta da un lato il suo magistero tecnico di impostazione figurativa-surrealista, dall’altro la curiosità del soggetto. La visione supera il veduto, il sogno precede il segno, il miraggio conferma l’abisso. Ciò che interessa all’artista è infatti questa massa, che tutto cela e trasfigura nel suo ipnotico segreto, che nasconde, ma lascia intravedere solo attraverso una fine introspezione psicologica".

Paola Riccardi

- da "Il Nuovo Giornale" del 2 novembre 2007 - “La continua ricerca di Paolo Terdich - La mostra in corso nella Galleria Sant’Ilario”.

“...Protagonista da tempo di mostre e concorsi nella nostra città, Paolo Terdich presenta fino al 9 novembre alla Galleria Sant’Ilario (Vicolo Sant’Ilario – Piazza Cavalli) gli ultimi lavori, dimostrandosi ancora una volta artista eclettico, perennemente alla ricerca del nuovo e del diverso, vivendolo come una sfida. Inedite sono le nature morte, personalissime nell’interpretazione della luce e nella scelta dei soggetti. Prima ancora di frutta e verdura, della materia viva e naturale, Terdich sceglie l’artificiale, il prodotto di una lavorazione, quale possono essere il vetro e l’acciaio. Ciò che lo interessa sono i piani, le consistenze e i riflessi; a bottiglie scure si sovrappongono bicchieri, calici, pieni di vino appena versato e dalla superficie ancora tremolante, o vuoti. Ciò che importa è variare, accostare l’effetto luminoso di una superficie piena, ottusa, come quella della ceramica, con l’impalpabile vetro soffiato. L’insieme è ordinato, simmetrico; all’attimo dell’evento (sensazione che governa la prima natura morta, nella quale una mano fuori campo ha appena appoggiato sulla tovaglia un bicchiere di brandy), subentra la riflessione; l’estemporaneità lascia il campo alla contemplazione. Gli accostamenti non sono più casuali e contro la parete bianco-rosata, l’intero gruppo si staglia su una tovaglia di un azzurro glaciale, morbida come velluto. Una, due, tre composizioni di vetri e subito la curiosità lo spinge verso il metallo, l’acciaio; come si  dipingerà? “la scoperta di quanti colori vi siano nel grigio lucido e opaco, annerito dal fuoco, di una caffettiera – confessa l’autore – mi ha stupito”. Il piacere della scoperta si accompagna al piacere della riuscita. Il pittore è animato dallo stesso slancio quando dipinge la figura umana; che la tratteggi a olio o a matita (tecnica nella quale dimostra tutto il suo talento grafico) ne cura, infatti, al di là dell’anatomia, la posa, anche in questo caso mai casuale. La mano che tocca il volto e sostiene il capo, lo sguardo abbassato e perso, a cercare l’isolamento, parlano di malinconia mista a preoccupazione...”.

- da "Il Nuovo Giornale" del 28 aprile 2006 - “Alla Galleria Spadarina di scena il figurativo”.

“…Terdich, che anima lo spazio con infiniti volti (ad olio e matita), assorti, distratti da un gesto o da un pensiero. Li si osserva senza essere a nostra volta notati. La minuziosità dei dettagli, notevole soprattutto nelle opere a grafite, fa apprezzare l’epidermide, tipiche dell’età e della razza. Come scienziati del genere umano (non per nulla l’artista ha conseguito la laurea a pieni voti in scienze geologiche) ci troviamo ad analizzarli come fossero campioni; c’è il bambino afro dai grandi occhi, l’anziano bianco con la faccia dura e ruvida come la superficie delle pietre….”.

Salvatore Russo

- dal Libro d’Arte “I Segnalati”, edito dal Centro Diffusione arte (Edizioni e Recensioni Artistiche) – (maggio 2012)

“Un iperrealismo quello di Paolo Terdich che va letto andando oltre la mera bravura tecnica. Le opere del Maestro ritraggono la quotidianità di un mondo contemporaneo. La sua è una tavolozza costituita da un felice connubio tra tonalità intense e cromatismi delicati che danno vita ad un disegno in cui il tratto scandisce con andamento ritmico la composizione. Attento al dettaglio, Terdich non perde mai di vista l’insieme del disegno, caratterizzato da una grande armonia nella divisone di spazi e campiture. La simmetria e la compostezza che abitano queste opere descrivono il rigore di una ricerca artistica assai colta. Una luminosità diffusa, che si espande avvolgendo con delicatezza la narrazione visiva, da vita ad un universo fuori dal tempo a dalla storia. Terdich ha la grande capacità di trasmettere emozioni profonde a chi osserva le sua composizioni. Tra raffinatezza silente e grande armonia cromatica nascono i dipinti del Maestro. Dipinti che narrano delle storie. Storie che si traducono, dunque, in nature morte, come nel caso dell’opera “Colazione”, o storie, che attraverso le confessioni più intime di nuotatori o giovani fanciulle, che si ergono a custodi del cure, vengono riportate alla luce dal pennello di chi, Paolo Terdich, vive in questo mondo”.

Roberta Suzzani

- da La Cronaca dell’ 11 settembre 2009 - “Parlando con le mani - Paolo Terdich in mostra”.

 “Donna, dal latino donna, forma sincopata di domina, cioè "padrona". E la donna è sicuramente "padrona" incontrastata della mostra nella mostra di Paolo Terdich che si inaugura oggi allo Spazio Rosso Tiziano (via Taverna 41, alle 19,30) nell'ambito delle iniziative di Pulcheria 2009. Dopo "Trasparenti emozioni" esposizione che si è aperta il 26 settembre - oggi il sipario si alza anche su "Donna turchese". Due percorsi per un'unica sensibilità artistica, quella di Paolo Terdich, artista piacentino dall'animo zingaro che ha formato il suo modo pittorico grazie al suo istinto del viaggio. Le sue esperienze di vita vissuta in Inghilterra, Egitto, Olanda, Nigeria si ritrovano nella sua pittura, suggerimenti di culture che completano la formazione di un artista che non smette mai di inseguire il nuovo. Allo Spazio Rosso Tiziano, accanto alle grandi opere dedicate all'acqua del ciclo "Trasparenti emozioni" - in cui Terdich analizza l'instabilità del liquido e il suo modo di influenzare la percezione della forma umana, trova spazio proprio quest'ultima, spogliata da ogni filtro: semplicemente l'uomo, o meglio la donna. Volti e mani. L'espressione non è prerogativa degli occhi e Terdich lo sa bene. Nelle sue opere dal tratto realistico e dal taglio fotografico - in certi casi cinematografico - l'artista concentra la sua attenzione sull'emozione, o meglio sull'espressione dell'emozione. In un'epoca in cui il volto è costantemente al centro dell'attenzione, in cui l'immagine è il linguaggio comunicativo per eccellenza, Terdich riscopre l'antica arte del ritratto. Fa un passo indietro, cede il cammino all'iperrealismo e rientra nella dimensione dell'arte che non deve solo "ricopiare" il vero, ma lo deve investire di nuova bellezza, di nuova armonia. Questa volontà di trasporre il vero ammantato d'arte si mostra completamente nei ritratti, ma ancora di più nelle mani. L'artista è affascinato dalla gestualità, dal movimento, dalle torsioni che le mani compiono talvolta quasi involontariamente, certamente inconsciamente. Un ventaglio espressivo troppo spesso ingorgato, nascosto in piena vista su cui viene riaccesa la luce. Terdich elimina il corpo e fa parlare le mani. Quelle mani che sono allo stesso tempo espressione e creazione d'arte. Anche in questo caso l'artista vuole rompere gli schemi. Di solito le mani non sono il soggetto di un'opera d'arte, ma semmai lo strumento con il quale si realizza un dipinto oppure una scultura. Qui no. Terdich va a ripescare gli studi accademici sull'anatomia, quegli studi che agli studenti-artisti servono per comprendere il concetto di prospettiva e proporzione, e riveste questi studi di un nuovo intenso processo linguistico. Ne fa dei veri e propri ritratti. Ritratti di donne”.

- da La Cronaca del 5 settembre 2009 - “Terdich, il racconto di trasparenti emozioni”

 “Dalla terra nasce l’acqua. Dall'acqua nasce l'anima”. Eraclito

“Acqua e donna. In molti ritengono che "acqua" e "donna" possano essere considerati sinonimi. Dispensatori di vita, simboli di purezza, origini del mondo. Paolo Terdich è uno di questi. Nella personale che si aprirà questo pomeriggio alla galleria d'arte, Spazio Rosso Tiziano - via Taverna 41, inaugurazione alle 18 - i temi di "acqua" e "donna" si mescolano diventando un tutt’uno. Perché se è vero che "Trasparenti emozioni" (che si aprirà oggi) e "Donna turchese" (mostra che. verrà inaugurata venerdì Il settembre nell'ambito delle iniziative di Pulcheria) sono due mostre distinte, è altrettanto innegabile che il filo conduttore sia unico: la vita, la sua simbologia, i suoi misteri e l'irresistibile necessità di indagarla, fino ad immergersi in essa. D'altronde l'acqua ha da sempre affascinato l'essere umano. La visione dell'acqua come fonte di vita diventa in molte cosmogonie antiche il mito sull'origine acquatica del cosmo. Nel poema mesopotamico Enuma, per esempio, Elis Apsu e Tiamat, personificazioni divine delle acque dolci e delle acque salate, si mescolarono dando origine a nuovi dèi che, a loro volta, ne generarono altri. E quando il dio Marduk uccide Tiamat e ne taglia in due il corpo crea il cielo e la terra: la nascita del mondo. Per i greci il più antico dio dell'acqua è Oceano, figlio di Gea (la terra) e di Urano (il cielo). Dall'unione di Oceano e Teti, secondo Omero, ha origine tutto. Anche nella Genesi Dio dà origine al mondo partendo dalle acque e creando il firmamento "che tiene separate" le acque dalle acque. Da quelle inferiori viene generata la terra. Acqua origine della vita, come la donna. In "Trasparenti emozioni" è l'acqua la protagonista assoluta della narrazione. Terdich riveste il primo amore della sua vita - l'essere umano, incontrastata star di "Donna Turchese" - di nuova vita immergendolo nell'acqua, deformandone la forma, modificandone l'essenza. Si legge nella presentazione alla mostra: «immerso nel liquido trasparente - la cui componente simbolica affonda le radici nella sacralità del battesimo, della purificazione, della rinascita, ma anche semplicemente della meraviglia della natura - la figura umana si perde in essa lasciando che l'acqua ne distorca i contorni, mescolandosi ad essa quasi entrando a farne parte. Uomo e acqua diventano, nelle opere di Terdich, due facce della stessa medaglia: quella della vita”.

Andrea Domenico Taricco

-   Recensione mostra “Post-Avanguardia Italiana: Ultra-veristi” presso Galleria “Il Salotto dell’Arte” – Torino (marzo 2012).

“Paolo Terdich, ad esempio  descrive i connotati della realtà, per mezzo d’una sapienza esecutiva senza limiti, che inducono l’osservatore a calarsi emotivamente nelle sue opere, senza via di ritorno. Gli accostamenti delle forme, dei colori e degli oggetti, divengono pure estrapolazioni dalla quotidianità verso la quale ritorna con potenza e sicurezza. Il colore raggiunge la luce e la forma si sovrappone al reale animando la finzione in realismo puro”.

Loredana Trestin

-   Recensione mostra “Rifrazioni” presso Galleria “Immagine & Colore” – Genova (gennaio 2013).

“Paolo Terdich rende palpabili i concetti della sua arte in uno spazio e in un tempo ben definiti. Pittura di grande impegno tecnico, si rinnova declinandosi verso l’espressività legata all’esistere stesso dove convivono visioni oggettive ed emozioni in dinamici equilibri”.